
GROSSETO – La Polizia municipale di Grosseto ha celebrato questa mattina, 26 febbraio, il 177° anniversario della fondazione, con una cerimonia solenne che ha riunito il personale del Corpo e le principali autorità cittadine.
All’evento erano presenti il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il presidente del Consiglio comunale Fausto Turbanti, l’assessore alla Sicurezza Riccardo Megale e il comandante della Polizia municipale Alessio Pasquini.
La ricorrenza è stata l’occasione non solo per ricordare la storia del Corpo, ma anche per fare un bilancio dell’attività svolta nel 2025 e delineare le linee di sviluppo future, in un’ottica di sicurezza urbana e di presidio del territorio sempre più strutturati.
Nel corso del 2025, l’attività della Polizia municipale ha fatto registrare numeri significativi soprattutto sul fronte della sicurezza stradale. A seguito della temporanea sospensione dei dispositivi per il rilevamento automatico della velocità, le sanzioni per eccesso di velocità hanno registrato un calo di circa il 62%. Questa scelta organizzativa ha consentito di destinare più personale ai controlli dinamici su strada, con un aumento del 79,56% delle violazioni accertate per i veicoli privi di assicurazione e del 36,71% per quelli sprovvisti di revisione.
Un cambio di approccio che, secondo l’amministrazione, ha privilegiato la prevenzione concreta e una presenza più capillare degli agenti sul territorio cittadino.
A margine della cerimonia sono stati conferiti gli elogi del comandante agli operatori che si sono distinti per meriti di servizio, riconoscendo l’impegno quotidiano degli uomini e delle donne del Corpo.
Il 2026 si apre con una riorganizzazione interna che supera la tradizionale suddivisione puramente territoriale per puntare su reparti specializzati e su un impiego più evoluto delle tecnologie di controllo. In questo quadro assume un ruolo centrale la rete delle 988 ottiche di videosorveglianza presenti sul territorio comunale, strumento ritenuto strategico per il monitoraggio e l’intervento tempestivo nelle diverse aree della città.
Nel corso della cerimonia, il comandante Alessio Pasquini ha illustrato i dati operativi relativi al 2025, soffermandosi sull’intensificazione dei controlli, sull’attività a tutela della sicurezza urbana e sui risultati ottenuti grazie al lavoro congiunto del personale.
“Celebrare i 177 anni della Polizia municipale significa rinnovare un impegno preciso verso la nostra comunità – dichiarano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alla Sicurezza Riccardo Megale –. Non è soltanto una ricorrenza simbolica, ma la conferma di un percorso amministrativo chiaro: investire sulla sicurezza come diritto fondamentale dei cittadini. I risultati del 2025 dimostrano che la scelta di rafforzare la presenza degli agenti sul territorio e di puntare su controlli mirati è stata quella giusta. Più prevenzione, più legalità, più presidio concreto delle nostre strade e dei quartieri. La riorganizzazione avviata nel 2026 e l’implementazione delle tecnologie di videosorveglianza vanno nella direzione di una Polizia municipale moderna, autorevole e sempre più vicina alla comunità. Continueremo su questa strada con determinazione e senso di responsabilità, perché una città più sicura è una città più forte e più libera”.
“177 anni dalla fondazione del corpo di Polizia locale – ha detto il presidente del Consiglio comunale, Fausto Turbanti, durante la cerimonia – rappresentano una storia lunga. Non sono solo una ricorrenza formale. Sono il segno di un presidio che attraversa generazioni, modifica e aggiorna gli strumenti operativi, cambia come cambia la società, ma resta fermo su un punto essenziale: la tutela della comunità. La sicurezza non si improvvisa. Si costruisce con metodo, con visione, con investimenti mirati. Si costruisce con scelte chiare: presidiare le aree sensibili, contrastare il degrado, prevenire i reati, coinvolgere i cittadini in un patto di corresponsabilità. E i risultati, quando si lavora in modo strutturato, arrivano. Non sono slogan: sono numeri, sono dati, sono percezioni che cambiano, fatti concreti. Ma c’è una cosa che nessuna tecnologia e nessuna innovazione possono sostituire: la presenza. Le telecamere aiutano. I sistemi di lettura targhe aiutano. I protocolli aiutano. Ma la sicurezza vera si percepisce quando l’agente è in strada, quando è riconoscibile, quando è un punto di riferimento in mezzo alle persone. Le parole chiave sono presidio e prevenzione. La divisa non è un simbolo astratto: è rassicurazione per chi rispetta le regole e deterrente per chi pensa di poterle aggirare. La sicurezza non è una bandiera da sventolare. È un impegno quotidiano. E su questo impegno, serio e concreto, si misura la credibilità delle istituzioni. Grazie per quello che fate. E continuiamo, con determinazione, a tenere Grosseto sicura, presente, viva”.