
MONTE ARGENTARIO – Scoppia il caso istituzionale a Monte Argentario. Il consigliere comunale Marco Nieto, componente della 1ª Commissione consiliare, ha chiesto formalmente l’annullamento in autotutela della seduta tenutasi il 18 febbraio 2026, denunciando “gravi irregolarità nella convocazione” e il “mancato rispetto del regolamento comunale”.
Secondo quanto dichiarato dal consigliere, il 16 febbraio sarebbe stato contattato esclusivamente tramite un messaggio WhatsApp per verificare la sua disponibilità a partecipare alla Commissione fissata per il 18 febbraio. Nieto avrebbe immediatamente comunicato la propria impossibilità a presenziare per impegni lavorativi già assunti, sottolineando però l’interesse a partecipare vista l’importanza del tema in discussione: il “Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali”, provvedimento attuativo della Legge di Bilancio 199 del 30 dicembre 2025.
Il punto centrale della contestazione riguarda però l’assenza di una formale convocazione, che – secondo quanto sostenuto dal consigliere – non sarebbe mai pervenuta nei termini previsti dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. In particolare, viene richiamato l’obbligo di consegnare gli avvisi di convocazione almeno tre giorni interi e liberi prima della riunione.
Per Nieto, la seduta del 18 febbraio si sarebbe quindi svolta “in assenza delle prescritte garanzie procedurali”, con una “conseguente compromissione della legittimità dei lavori e degli eventuali atti adottati”.
“La vicenda assume un peso ancora maggiore perché lo stesso argomento è inserito all’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per il 23 febbraio. Un passaggio che – secondo il consigliere – rischia di pregiudicare il pieno e corretto esercizio delle funzioni consiliari, privando la Commissione di un confronto regolare e partecipato su un tema di rilievo per cittadini e contribuenti”.
Nella richiesta formale inviata al presidente della 1ª Commissione, al presidente del Consiglio comunale, alla segretaria comunale e, per conoscenza, al Prefetto di Grosseto, Nieto chiede:
– l’immediato annullamento in autotutela della seduta del 18 febbraio e di ogni atto eventualmente conseguente;
– la riconvocazione della Commissione nel pieno rispetto delle disposizioni regolamentari;>
– un riscontro scritto sulle determinazioni che verranno assunte.
In mancanza di un intervento, il consigliere annuncia di riservarsi “ogni ulteriore iniziativa” a tutela delle proprie prerogative istituzionali e della legittimità dell’azione amministrativa. Un caso che ora potrebbe trasformarsi in un vero banco di prova per la trasparenza e la correttezza delle procedure a palazzo comunale.