
GROSSETO – Valorizzare fiumi e laghi come patrimonio identitario, ambientale e culturale dei territori: è questo l’obiettivo di Ec@eauvie (Ecovie), il progetto finanziato dal Programma Interreg It-Fr Marittimo 2021–2027, di cui il Gal Far Maremma è capofila.
Giovedì 19 febbraio, nella sala conferenze di Grosseto Sviluppo, è stato presentato lo Studio transfrontaliero sulla valorizzazione delle aree fluviali e lacustri che coinvolge Toscana, Sardegna, Corsica e la regione francese Paca. Un lavoro di analisi e progettazione che mette in rete corsi d’acqua e bacini lacustri come elementi centrali per uno sviluppo sostenibile dei territori.
Per la Toscana, lo studio si è concentrato sul bacino idrografico del fiume Ombrone, con un itinerario che connette i comuni di Grosseto, Campagnatico, Civitella Paganico, Roccastrada, Cinigiano e Castel del Piano, valorizzando anche la Valle del Farma e l’area del Monte Amiata.
«Il progetto Ec@eauvie nasce con l’obiettivo di restituire centralità ai fiumi, troppo spesso percepiti come elementi marginali del paesaggio – spiega Andrea Brogioni, direttore del Gal Far Maremma -. Attraverso questo studio vogliamo offrire alle comunità locali strumenti concreti per riconoscere il valore ambientale, storico e culturale dei corsi d’acqua e trasformarlo in un’opportunità di sviluppo turistico sostenibile e condiviso».
All’incontro hanno partecipato anche Legambiente Festambiente, partner del progetto, ed esperti che hanno contribuito alla redazione dello studio, affrontando aspetti naturalistici, storici ed etnografici legati ai fiumi e ai laghi coinvolti.
La mattinata è stata inoltre l’occasione per avviare la Fase 2 del progetto, che prevede il coinvolgimento attivo di soggetti pubblici e privati nella sperimentazione e validazione degli itinerari fluviali, attraverso la costituzione di un cluster locale di stakeholder.
Il percorso Ec@eauvie punta così a costruire una visione comune e transfrontaliera dei fiumi come spazi di relazione, conoscenza e futuro.