
GROSSETO – È stata assolta, perché la legge prevede che l’alcol test venga fatto in prima battuta dagli agenti e solo dopo, se positivo, in ospedale.
Il giudice del tribunale di Grosseto Agnieszka Karpinska ha asolto una donna di 41 anni residente nella zona nord della provincia.
La donna ad agosto 2024, nel pomeriggio, era rimasta coinvolta in un incidente finendo fuori strada con la sua auto nella zona del Puntone, nel comune di Scarlino. Aveva fatto tutto da sola. All’arrivo della Polizia municipale la dona era ancora seduta nella propria macchina.
Secondo gli agenti intervenuti la donna presentava le caratteristiche dell’ebrezza alcolica e dell’uso delle sostanze stupefacenti e così, nonostante non fosse ferita, la municipale avevano deciso di farla trasportare in ospedale, a Grosseto, per effettuare i prelievi e stabilire se avesse sostanze proibite nel sangue.
Una volta giunta in ospedale, però, la donna aveva rifiutato i prelievi per effettuare le prove alcologiche e per gli stupefacenti.
Per questo motivo era scattata la denuncia per essersi rifiutava di sottoporsi ad accertamento alcolimetrico e per l’uso di sostanze psicotrope.
In questi giorni la donna, con gli avvocati Mimmo Fiorani e Melania Morelli è comparsa davanti al giudice che l’ha assolta perché il fatto non sussiste.
La legge infatti prescrive che il test venga fatto, in modo non invasivo (con prelievo di mucosa o saliva dalla bocca) direttamente dalla pattuglia intervenuta, e che solo in caso di test positivo (o di rifiuto da parte del soggetto) sia possibile l’accompagnamento in ospedale per il prelievo ematico. Diverso sarebbe stato il caso in cui la donna fosse risultata ferita, e nell’ambito delle cure in ospedale, fosse emersa la positività ad alcol o droga.
Ma la donna non aveva ferite, non aveva bisogno di cure. I prelievi che volevano farle non erano giustificati né da questo né da un suo rifiuto di sottoporsi ad etilometro che non era stato proprio proposto come invece prevede il codice della strada.
Neppure dopo l’allontanamento dall’ospedale la donna è stata chiamata in caserma per fare i test previsti.
Il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti alcolemici in ospedale non va contro l’articolo 186 del codice della strada che parla di “rifiuto di sottoporsi ai test con etilometro”. Per questo motivo la donna è stata assolta.