
FOLLONICA – Lavori finiti all’Asl di Follonica. Oggi, mercoledì 18 febbraio, è stata inaugurata ufficialmente la Casa di comunità Hub delle Colline metallifere.
Cosa è cambiato
Un milione e mezzo di investimento da parte della Regione con fondi Pnrr che ha permesso di ristrutturare l’area a pianterreno nella parte vecchia della struttura sanitaria di viale Europa e di aggiungere una palazzina in cui è stata trasferita qualche tempo fa la sala del trasfusionale. I nuovi spazi ospitano gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri, gli infermieri di famiglia e di comunità, l’ambulatorio infermieristico, l’assistenza domiciliare, le assistenti sociali, oltre al Pua (Punto Unico Accesso). Nella sede opera la Guardia medica (continuità assistenziale), il centro unico prenotazioni (Cup), il punto prelievi, gli ambulatori specialistici per le cronicità (cardiologo, pneumologo, diabetologo, neurologo e geriatra).
La struttura dispone anche di sala riunioni per telemedicina e teleconsulto, un’area incontri per la partecipazione della comunità e la co-produzione, un’area diagnostica di base e di laboratorio (con Ecg, ecografo, spirometro Poct), oltre alla Centrale operativa territoriale (Cot), il servizio Igiene e Prevenzione, gli ambulatori per le vaccinazioni, la Medicina dello Sport e la Radiologia (con screening mammografico). Nella struttura rinnovata sono presenti anche il Consultorio/Consultorio Giovani, la protesica, la Salute Mentale Adulti, la Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, il Servizio Dipendenze, la Riabilitazione, le aree amministrative e il Punto Emergenza Territoriale, gestito dal 118.
Giani: «Nuovo modello di sanità territoriale»
«Per noi la Casa di comunità è il modello della riforma della sanità territoriale – ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani -. La provincia di Grosseto è l’area con la densità abitativa più diffusa sul territorio, per questo la sanità territoriale diventa ancora più importante. Qualche settimana fa abbiamo inaugurato la stessa idea di Casa di comunità all’Argentario, qualche mese fa ad Orbetello e presto arriverà a Castel del Piano, Pitigliano e Grosseto. Il concetto fondamentale è avere un presidio sanitario, un mini ospedale, sul territorio».
Il perno della Casa di comunità sono i medici di famiglia, che nella struttura di Follonica, come ha fatto sapere Giani, potranno arrivare gradualmente fino a otto: «Un servizio che diventa di riferimento per il cittadino, soprattutto in una località balneare come questa in cui sappiamo bene cosa succede quando arriva il periodo estivo. Un milione e mezzo spesi qui sono un milione e mezzo spesi bene, perché accanto alla funzionalizzazione di quella che era una struttura esistente si è aggiunta questa nuova palazzina, nuovi spazi e attrezzature».
Di fatto, le persone che per svariati motivi non riescono a contattare il proprio medico potranno trovare risposte grazie ai dottori della Casa di comunità, senza doversi spostare negli ospedali limitrofi. A prendere in carico i pazienti sarà il Punto unico di accesso, come ha affermato la direttrice della Zona distretto Tania Barbi, il primo punto di una rete di assistenza con percorsi integrati.
«Stiamo lavorando lungo tutta la costa per le Case di comunità, per noi sono un servizio fondamentale per la presa in carico dei pazienti – ha sottolineato il direttore generale dell’Asl Marco Torre -. I lavori che sta facendo l’Asl sono molti. Un grande impegno da parte di tutta l’azienda per preparare una piccola rivoluzione sulla sanità verso un nuovo modello, riorganizzando i servizi e togliendo pressione dagli ospedali».
«Un’inaugurazione importante, un ampliamento su una struttura che è presente da molti anni nella nostra città – ha dichiarato il sindaco Matteo Buoncristiani –. Ci sono i presupposti per dare un servizio sempre migliore ed efficace ai nostri cittadini in tema di sanità. Come Comune ci siamo più volte sentiti con la direzione della Asl per cercare di capire come possiamo fare la nostra partita e come possiamo essere di supporto. Queste strutture, importanti e innovative, poi devono essere riempite con dei contenuti. In città ciò che preoccupa di più è il problema del medico. Con una lettera la Asl ci aveva appunto chiesto un supporto per risolvere la questione delle residenze per i medici. Da questo punto di vista ci stiamo lavorando e verso maggio dovrebbero essere completati i lavori di ristrutturazione di due appartamenti. La salute è una materia importante, dobbiamo tenere sempre l’attenzione massima per risolvere le problematiche».
Il presidente Giani ha poi visitato la struttura insieme ai medici, al personale sanitario e all’assessora alla Sanità e alle politiche sociali Monia Monni, che ha sottolineato che nella Casa di comunità «si potranno trovare tutti gli professionisti legati alle cronicità, tutto ciò che non è ospedale dal punto di primo soccorso per i codici minori, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Questa riforma porta le risposte più vicine a dove i bisogni nascono, in modo da consentire la creazione di una rete sul territorio, e permette agli ospedali di specializzarsi ulteriormente. Non ci sarà più soltanto una porta di accesso al sistema sanitario, spesso quella del pronto soccorso, ma saranno di più le porte per arrivare però a un percorso unico di presa in carico delle persone».
In Toscana sono 50 le Case della salute che sono diventate Case di comunità. Con il Pnrr arriveranno altre 70 Case di comunità per un totale di 120.
Abbiamo seguito l’inaugurazione con le foto di Giorgio Paggetti.



