
GROSSETO – La questione sicurezza nelle scuole è sempre più attuale. Dopo le parole del preside Claudio Simoni e dopo che alcune famiglie hanno scelto di tenere i figli a casa da scuola a causa di alcune violenze e intimidazioni che sarebbero state subite dai ragazzi all’interno dell’istituto scolastico frequentato arrivano le prime reazioni dal mondo della scuola.
La posizione di docenti: “Serve un protocollo nazionale”
Romano Pesavento, presidente del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani (Cnduu), parla di una “frattura del patto educativo” quando le famiglie arrivano a ritenere l’assenza da scuola come unica forma di tutela.
Pesavento richiama la responsabilità giuridica dell’istituzione scolastica nella vigilanza sugli studenti e sottolinea che il diritto all’istruzione è inscindibile dal diritto alla sicurezza e alla dignità personale. Allo stesso tempo invita a non ridurre il minore autore di comportamenti aggressivi a un problema da espellere: la tutela delle vittime e il sostegno educativo di chi manifesta disagio devono procedere insieme.
Il Cnduu chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, l’istituzione di un protocollo nazionale vincolante per la gestione dei casi di violenza a scuola, con tempi certi, interventi multidisciplinari e maggiore trasparenza nei rapporti con le famiglie.
I dirigenti scolastici: “Evitare contrapposizioni, lavorare in rete”
Intervengono anche tre dirigenti scolastici del territorio – Angelo Costarella (Polo Tecnologico Manetti Porciatti), Roberta Capitini (Liceo Rosmini) e Giorgia Ricci (Polo Aldi) – con una posizione comune sul tema della sicurezza nelle scuole della Maremma.
«Il dibattito sulla sicurezza nelle scuole della Maremma, riacceso in questi giorni anche dalle dichiarazioni del dirigente dell’Istituto Istituto Leopoldo II° di Lorena, Claudio Simoni, merita una riflessione pacata e costruttiva. È comprensibile che il tema della sicurezza susciti attenzione e sensibilità. Proprio per questo è importante ricordare che tutte le scuole del territorio lavorano ogni giorno con serietà per promuovere prevenzione, legalità e benessere degli studenti».
«Le istituzioni scolastiche collaborano costantemente con le realtà del territorio, forze dell’ordine, servizi sociali, enti locali, Asl, associazioni, costruendo una rete che rappresenta un presidio fondamentale per la crescita dei ragazzi. La prevenzione, infatti, non si esaurisce nei controlli visibili o negli interventi straordinari. È fatta soprattutto di presenza educativa quotidiana, ascolto, dialogo con le famiglie, inclusione, progettualità contro il disagio e attenzione continua ai segnali che emergono nella vita scolastica» prosegue la nota.
«Per questo è utile evitare letture che possano apparire come contrapposizioni tra scuole. Il lavoro educativo è complesso e condiviso, e valorizzarlo nel suo insieme significa rafforzare la fiducia delle famiglie nell’intero sistema scolastico, che rappresenta un punto di riferimento essenziale per la comunità».
«Le scuole della Cittadella, così come tutte le scuole del territorio, operano con professionalità e senso delle istituzioni, consapevoli che la sicurezza degli studenti è una responsabilità comune. Più che stabilire chi fa di più, la sfida è continuare a lavorare insieme, in rete, per prevenire il disagio e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita, con equilibrio, collaborazione e spirito costruttivo».