
GROSSETO – “Gli stalli per disabili davanti al distretto di via Don Minzoni a Grosseto sono inaccessibili a causa di lavori di manutenzione”. A dirlo è il garante della disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, che segnala criticità strutturali nella sede del distretto sanitario della Asl.
Secondo Montani, il problema non riguarda soltanto la temporanea indisponibilità degli stalli riservati, non ancora ripristinati o sostituiti, ma investe una questione più ampia e strutturale: l’inadeguatezza del cosiddetto “percorso accessibile” per accedere all’edificio.
Servizi essenziali ma accesso difficile
All’interno della struttura vengono erogati servizi fondamentali come il Punto unico di accesso (Pua) per le cure domiciliari, il Consultorio e il Centro di ascolto (Acat). Proprio per la natura dei servizi offerti, sottolinea il Garante, l’accessibilità dovrebbe essere garantita in modo pieno e senza ostacoli.
“Un percorso accessibile – non ‘percorso diversamente abili’, definizione ormai superata – deve essere privo di barriere architettoniche e assicurare autonomia, sicurezza e fruibilità degli spazi”, afferma Montani, richiamando i principi sanciti dalla normativa vigente e dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità” afferma Montani.
I requisiti dell’accessibilità
Un itinerario realmente accessibile, ricorda il garante, deve rispettare parametri precisi: larghezza adeguata tra 90 e 120 centimetri, pendenza non superiore all’8%, presenza di segnaletica podotattile LOGES, spazi di manovra idonei e corretta indicazione con il simbolo internazionale di accesso.
Durante un sopralluogo Montani ha assistito a una scena che definisce “emblematica: una donna costretta a sollevare il passeggino per superare la scalinata d’ingresso. Un episodio che dimostra come il tema dell’accessibilità non riguardi solo le persone con disabilità, ma l’intera comunità”.
“L’accessibilità non è un favore”
“L’accessibilità non è un favore, ma un diritto”, ribadisce Montani, sottolineando come sia inaccettabile che proprio il Punto unico di accesso, nato per semplificare l’ingresso ai percorsi socio-sanitari, presenti barriere che ne ostacolano la fruizione.
Il garante chiede quindi una verifica tecnica urgente e l’adeguamento del percorso di accesso alla struttura, nel rispetto della normativa. Una segnalazione già inviata al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e alla direzione della Asl Toscana Sud Est, con la disponibilità a collaborare per individuare soluzioni concrete.
“Gli spazi pubblici devono essere fruibili da tutti, soprattutto quando si tratta di servizi essenziali alla persona. L’inclusione è una responsabilità collettiva e il progresso di una comunità si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno”.