
GROSSETO – «Sono sereno, ben vengano i controlli». È quasi sera quando da Dubai, dalla missione negli Emirati Arabi Uniti, arrivano le parole del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna sulla visita della Guardia di Finanza in comune e sull’azione da parte della Corte dei Conti rispetto all’ufficio affari internazionali lanciato nei mesi scorsi a Grosseto.
«Siamo a Dubai, stiamo lavorando con una delegazione di imprese del territorio, stiamo incontrando ambasciata e consolato italiani, enti preposti agli scambi commerciali, partecipiamo a momenti di approfondimento normativo e stiamo aprendo contatti e opportunità che le stesse aziende giudicano concrete, utilissime e strategiche per il loro sviluppo e per lo sviluppo conseguente del territorio. Questo è il lavoro che siamo venuti a fare ed è esattamente ciò che stiamo realizzando, niente di più, niente di meno ed è tanto per un comune, dovrebbe essere apprezzato».
«E c’è il fatto che qualcuno finge di non vedere: qui a Dubai le imprese stanno toccando con mano che le opportunità sono addirittura molto più grandi di quanto immaginassero prima di partire. Ma voglio che siano loro a parlare quando sarà il momento. Quindi noi andiamo avanti perché questo lavoro è molto importante per il territorio e per la Maremma e quindi ci sediamo fondamentalmente e fermamente e mentre noi ci riuniamo, si costruiscono opportunità reali, veniamo a sapere che sono in corso verifiche e approfondimenti della Procura e della Guardia di Finanza, dopo un giorno dalla nostra partenza, anche su attività legate all’Ufficio delle Azioni Internazionali».
«Mi si domanda quale sia la mia posizione e la mia risposta, chiarissima, è: sono sereno, soddisfatto, vi giuro, felice. Dopo settimane di chiacchiericcio velenoso, insinuazioni, inserimenti del tarlo del dubbio buttate lì da chi vive di sospetti e di polemiche, un po’ di chiarezza non può che far bene. Io sono un garantista convinto e non ho alcun problema a dirlo».
«Ben vengano i controlli, le verifiche da parte della Procura, della Corte dei Conti, della Guardia di Finanza, delle Forze dell’Ordine, ben vengano le interrogazioni dell’opposizione. Queste serviranno a mettere fine a questo clima costruito ad arte dall’opposizione e a chiarire ogni cosa una volta per tutte. Quello che invece è stucchevole è vedere certa gente, certa stampa locale e certa sinistra vivere di sospetto permanente, probabilmente perché qualche motivo loro ce l’hanno, sempre pronta a insinuare e a gettare fango pur di rallentare e screditare il lavoro».
«Una politica rancorosa, incapace di costruire e incapace di visione. E poi dicono a noi che non abbiamo visione, che invece di sostenere le imprese del territorio preferisce tifare perché tutto vada male, pur di poter dire “avevamo ragione”, invece di dare un sostegno, di dare un aiuto. Una mentalità perdente, fatta di invidia e di frustrazione, che si alimenta da sola con la polemica perché non ha risultati da offrire».
«La differenza è semplice. Mentre qualcuno passa le giornate a scrivere post velenosi, ad arrovellarsi il cervello su cosa staremmo facendo e a montare casi incredibili che non esistono, noi siamo qui a creare occasioni concrete per le imprese. Chi amministra con trasparenza non teme controlli, li considera una garanzia e ben vengano, li stimo».
«Io continuo a lavorare con la coscienza tranquilla, sapendo che la luce sui fatti è sempre la soluzione migliore, ci mancherebbe altro e quindi davvero grazie per queste indagini. Per tutti gli organi inquirenti si farà chiarezza, presto sarà evidente che questa missione è servita e serve esclusivamente alle imprese, al territorio e alla valorizzazione di Grosseto sui mercati internazionali. Come vuole il Governo, come fa la Regione Toscana, noi andiamo avanti perché alla fine conteranno i risultati per la nostra comunità».
«Le polemiche finiranno, si dissiperanno nella nebbia, le opportunità che stiamo costruendo resteranno e a chi oggi prova a fermare questo percorso rimarrà soltanto la delusione di aver fatto l’ennesima polemica da Paese del Terzo Mondo, con una mentalità dei primi anni Trenta, polemica che è contro gli interessi del territorio e che, quando tutto sarà chiarito, si ripercuoterà contro di loro e io lì ci sarò».