
GROSSETO – «Mi hanno multata mentre portavo un gatto randagio ferito dal veterinario» inizia così il racconto di una gattara grossetana. Un anno fa è stata multata di 180 euro (poi raddoppiata a 345 euro perché il ricorso è stato respinto).
«A febbraio 2025 stavo portando dal veterinario un gatto di strada gravemente malato. Non c’era posto per l’auto e io sono invalida all’80% con tanto di cartellino disabili esposto (oltre a quello di custode di colonia felina del Comune di Grosseto). Non potevo parcheggiare troppo lontano perché non sarei riuscita a scendere la gabbia trappola da sola, e il gatto stava veramente male».
Parcheggia all’incrocio, «leggermente più vicino dei nove metri consentiti, senza però creare intralcio alla circolazione. La visita dura appena dieci minuti. Il veterinario rilascia anche un certificato che attesta l’emergenza e l’assenza di altri parcheggi disponibili, spiegando che quello era l’unico punto dove il personale poteva aiutarmi a scaricare la gabbia, vista la mia età e le condizioni di salute».
«Nonostante precedenti simili, in cui le forze dell’ordine avevano mostrato comprensione verso altri volontari, questa volta non c’è stata alcuna apertura. Ho presentato ricorso in Prefettura ad aprile 2025, consegnando tutta la documentazione medica e veterinaria. La pratica è stata ritirata in corridoio, senza controlli. La risposta è arrivata solo a fine gennaio 2026: il ricorso è inammissibile perché manca la firma su un foglio di accompagnamento redatto al computer» prosegue la volontaria.
«Nessuna valutazione nel merito, nessuna analisi delle certificazioni, nessuna considerazione dell’emergenza o della disabilità. Solo una firma mancante. Per la legge italiana, ora, non resta neppure la possibilità che un giudice di Pace esamini la situazione nel suo contenuto».
«Da oltre quindici anni mi dedico quotidianamente al contrasto del randagismo a Grosseto. Organizzo raccolte di cibo distribuite a colonie feline, canili e persone in difficoltà su tutto il territorio, mettendo a disposizione tempo, benzina e risorse personali. Con gioia e passione, anche se spesso il peso economico e organizzativo ricade interamente sui volontari: non ci sono contributi pubblici e le cure dei gatti ammalati o che stanno male, così come il cibo per mantenere le colonie feline, ricadono totalmente sulle gattare».