
GROSSETO – «Ancora una volta la commissione Pari opportunità del comune di Grosseto si riunisce senza riuscire ad eleggere una nuova presidente. Dopo le dimissioni dell’attuale assessora al sociale, la commissione è rimasta priva di una guida. Da mesi, nonostante il ruolo delicato e simbolico della Cpo, non si è trovato un accordo, nemmeno per affidare la presidenza alla vicepresidente in carica, e questa si è dimessa».
A dirlo sono i consiglieri comunali Cecilia Buggiani (Pd), Rita Bernardini (gruppo misto) e Marilena Del Santo (Grosseto Città Aperta).
«Il voto, fissato in orario del tutto inusuale, ma ricercato proprio per favorire la partecipazione – 12,45 – si è concluso nuovamente senza esito; i voti raccolti dalla candidata proposta dalla maggioranza non sono stati sufficienti. Come già avvenuto nella precedente seduta, anche questa volta tutto è senza una prospettiva chiara».
«Quello a cui assistiamo non è un semplice stallo, ma un vero e proprio sintomo del logoramento interno della maggioranza che, a parole, si proclama unita e coesa, ma nei fatti si dimostra incapace di convergere anche su una figura che dovrebbe essere di garanzia per tutte e tutti. La Commissione pari Opportunità non é una semplice casella da assegnare nei giochi interni tra gruppi consiliari, è un organismo che ha il compito di promuovere l’inclusione, la parità ed il rispetto dei diritti. Appare altresì evidente come, all’interno dell’attuale maggioranza, non vi sia un reale interesse né a garantire la continuità del lavoro fin qui svolto, né a mettere la Commissione nelle condizioni di operare in modo efficace e proficuo».
«Tale atteggiamento denota una mancanza di volontà politica nel valorizzare il ruolo e le funzioni della Commissione stessa, con il rischio concreto di vanificarne l’operato e svuotarne di fatto la funzione istituzionale. Ridurla a terreno di contro tra fazioni o, peggio, a spazio per lottizzazioni è uno istituzionale e politico. Se neanche su tema così alto e condiviso si riesce a trovare un’intesa, viene da chiedersi se la tanto decantata solidità del centrodestra grossetano non sia in realtà un fragile equilibrio tra ambizioni personali e calcoli di potere. Non possiamo parlare nemmeno di voto trasversale, in quanto la trasversalità non è una scelta dell’opposizione, ma il risultato della mancanza di una posizione unitaria all’interno della maggioranza. Quando una maggioranza non è in grado di sostenere il proprio candidato, la responsabilità politica non può che ricadere su chi governa».
«La città ha bisogno di istituzioni che, di organismi credibili e rappresentativi, non di sedute deserte o votazioni a vuoto. Il nostro auspicio è che si torni a un confronto serio, rispettoso del ruolo delle istituzioni e dei diritti delle cittadine e dei cittadini. Il tempo delle bandierine è finito. Ora servono responsabilità e visione».