
MONTE AMIATA – Castel del Piano e Semproniano rientrano entrambi nella nuova classificazione di “Comuni Montani” secondo l’elenco ufficiale diffuso ieri al termine della Conferenza Unificata, mentre nella prima bozza di Dpcm dello scorso dicembre risultavano tra i tanti Comuni d’Italia esclusi, sulla base dell’applicazione di parametri particolarmente stringenti che sono stati adesso rivisti dal Governo.
L’Unione dei Comuni era intervenuta pubblicamente il 23 dicembre scorso, esprimendo una netta contrarietà alla proposta iniziale del nuovo sistema di classificazione, ritenuta inadeguata a rappresentare la reale complessità delle aree montane e dei territori delle aree interne.
“Apprezziamo che il Ministro Calderoli abbia ascoltato le proteste e le richieste avanzate dai territori, decidendo di fare un passo indietro rispetto alla prima bozza che era fortemente penalizzante – afferma Federico Balocchi, presidente dell’Unione Comuni Amiata Grossetana – in quanto località in aree oggettivamente montane e disagiate, spesso collocate a pochi chilometri l’una dall’altra, vedevano applicati criteri completamente diversi pur presentando caratteristiche simili. Adesso tutti i Comuni dell’Unione Amiata Grossetana tornano ad essere classificati come Montani e questo è un risultato importante”.
“Voglio ringraziare Anci, le Regioni ed i parlamentari che si sono dati da fare per questo risultato – prosegue -. L’auspicio di tutti è che adesso ci sia un impegno forte da parte di Regione e Governo perché, al di là della classificazione formale, sul piano dei fatti si voglia davvero riconoscere i benefici concreti in termini di risorse, opportunità e politiche adeguate per i Comuni montani, per contrastare lo spopolamento, sostenere i servizi e valorizzare le risorse della montagna”.
“Castel del Piano rientra a pieno titolo tra i Comuni montani perché l’analisi fatta inizialmente dal Governo era sbagliata. – afferma la sindaca Cinzia Pieraccini – La revisione del decreto che riporta il nostro Comune nell’elenco dei Comuni montani non deve essere vissuta come una concessione, ma semplicemente come il riposizionamento di Castel del Piano là dove deve stare: all’interno di un perimetro che individua quest’area come parte integrante di quell’insieme di territori che affrontano quotidianamente le difficoltà tipiche della montagna. Sarebbe stato illogico escludere Comuni come il nostro da una classificazione che serve proprio a contrastare la marginalità e a inserire queste realtà nelle facilitazioni previste per le aree interne. Non eravamo contrari alla revisione in sé che considero necessaria, ma al modo in cui era stata impostata. La battaglia che abbiamo portato avanti per recuperare questa giusta collocazione andava nella direzione di richiedere allo Stato un’analisi della geografia dei Comuni montani corretta e legittima, anche come riconoscimento del lavoro di tutte quelle aziende che resistono e investono in territori come il nostro. Castel del Piano vive ogni giorno le difficoltà, ma anche la bellezza che la montagna rappresenta. È quindi giusto che rientri pienamente in questo confine legislativo, indipendentemente dal fatto che il territorio comunale si estenda anche a quote altimetriche inferiori rispetto alla vetta”.