
TORINO – Un grossetano di 22 anni è stato arrestato nell’ambito delle indagini per l’aggressione ad un poliziotto durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Oltre al giovane maremmano sono state arrestate altre due persone di 31 e 35 anni e ci sono anche 24 denunciati.
Le immagini, violentissime, mostrano un poliziotto a terra, senza casco, accerchiato da alcuni manifestanti che lo prendono a calci e pugni colpendolo anche con quello che sembra un martelletto, sino all’arrivo di un collega a proteggerlo.
Arresti dopo gli scontri: coinvolto un giovane della provincia di Grosseto
Il giovane è stato arrestato in flagranza differita con l’accusa di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale (il poliziotto Alessandro Calista, in servizio presso il Reparto Mobile di Padova) impegnato in servizio di ordine pubblico durante una manifestazione. L’individuazione è avvenuta attraverso l’analisi di filmati video, che lo collocano all’interno del gruppo responsabile del pestaggio dell’agente.
Le accuse: violenza, rapina e lancio di oggetti contro la polizia
Oltre all’arresto, il ventiduenne grossetano è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale, poiché ripreso mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell’ordine, e per rapina in concorso. Secondo la ricostruzione, avrebbe fatto parte del gruppo che, oltre a causare gravi lesioni al poliziotto, lo ha privato dello scudo, dell’U-bot e della maschera antigas.
Insieme a lui sono stati arrestati anche un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
La ricostruzione degli scontri al corteo Askatasuna
La manifestazione nazionale, indetta in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna avvenuto lo scorso 18 dicembre, ha visto confluire a Torino circa 20.000 persone. Tre gli spezzoni principali del corteo, partiti dalle stazioni di Porta Susa, Porta Nuova e dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, che si sono ricongiunti intorno alle 16 in corso Cairoli.
Secondo quanto riferito dalla polizia, giunti in corso San Maurizio, poco prima dell’intersezione con corso Regio Parco, circa 1.500 manifestanti si sono travisati con abiti scuri, caschi, maschere e passamontagna, accendendo una fitta coltre di fumogeni e dirigendosi compatti verso corso Regina Margherita, in direzione dello sbarramento delle forze dell’ordine a protezione della sede di Askatasuna.
Giornalista aggredita, barricate e mezzi incendiati
Durante le fasi del travisamento, alcuni antagonisti hanno aggredito una giornalista e la sua troupe televisiva, distruggendo le attrezzature. Il gruppo dei manifestanti più violenti ha poi occupato le tre carreggiate di corso Regina Margherita, dando vita a una vera e propria guerriglia urbana.
Gli attacchi sono stati portati utilizzando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta, artifici pirotecnici esplosi con tubi di lancio artigianali, oltre a pezzi di selciato e componenti della cartellonistica stradale. Per rallentare l’intervento delle forze dell’ordine sono state anche realizzate barricate con cassonetti incendiati.
Nel corso degli scontri è stato dato alle fiamme un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino.
Il pestaggio del poliziotto e il bilancio dei feriti
Nei momenti più critici, un operatore del 2° Reparto Mobile di Padova è stato circondato e colpito ripetutamente da un gruppo di una decina di persone con calci, pugni, oggetti contundenti e colpi di martello, prima di essere soccorso da altri agenti.
Nonostante la violenza degli attacchi, grazie a una manovra coordinata dei reparti inquadrati, i facinorosi sono stati progressivamente respinti verso la sponda opposta del fiume Dora, fino al definitivo deflusso dei manifestanti.
Il bilancio parla di circa 100 operatori delle forze di polizia feriti e di ingenti danni ad arredi urbani, a una filiale bancaria e a un supermercato di corso Regina Margherita.
Ventiquattro denunciati e maxi controlli preventivi
Durante e dopo gli scontri, la polizia ha fermato 24 persone, denunciate a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi improprie, travisamento e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Sequestrati sassi, chiavi inglesi, coltelli, frombole e materiale per il travisamento.
Nei giorni precedenti, dal 29 al 31 gennaio, i servizi preventivi coordinati dalla Digos di Torino hanno portato al controllo e all’identificazione di 772 soggetti, anche stranieri, lungo le principali tratte stradali, ferroviarie e presso l’aeroporto di Caselle.
Il questore di Torino Massimo Gambino ha inoltre disposto misure di prevenzione: 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 Daspo urbani.
La Procura chiederà la convalida degli arresti
Nelle prossime ore la Procura di Torino chiederà al gip la convalida dei tre arresti, compreso quello del ventiduenne originario della provincia di Grosseto. I pm attendono inoltre un’informativa dettagliata della Digos sulle violenze e le devastazioni avvenute durante il corteo.
