
GROSSETO – Il dibattito sul taglio di oltre 200 alberi nel tessuto urbano di Grosseto si allarga e coinvolge ora anche il tema delle competenze professionali nella gestione del verde urbano.
Vieri: “Chiarezza sulle competenze e sul titolo professionale”
Luca Vieri, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Grosseto, torna sul contenuto del comunicato diffuso nei giorni scorsi, chiarendo il senso delle dichiarazioni rilasciate sul tema delle professioni tecniche in campo agrario.
Vieri ricorda che nel settore operano tre categorie professionali: agrotecnici, periti agrari e dottori agronomi e forestali, ciascuna con competenze definite da specifiche norme di legge. «Gli ordinamenti professionali – spiega – differenziano i livelli di competenza, così come avviene in altri ambiti tecnici, ad esempio tra geometri e ingegneri».
Il presidente dell’Ordine sottolinea però un punto centrale: la cura e la progettazione del verde pubblico e privato rientrano tra le competenze di tutti e tre gli albi, così come altre attività condivise. L’obiettivo dell’intervento, precisa Vieri, non è creare contrapposizioni, ma evitare equivoci, soprattutto quando committenti pubblici o privati confondono i titoli professionali.
«I committenti, pubblici o privati, non sempre distinguono la differenza tra il titolo professionale del dottore agronomo e forestale e quello attinente agli iscritti agli altri due collegi. E allora non vanno lette equivocamente le dichiarazioni verbali rilasciate dal sottoscritto, strumentalizzandole al fine di creare un conflitto che non esiste con gli altri Collegi e, allo stesso tempo, occorre comprendere che è nostro dovere vigilare, nell’intesse della collettività, perché non si attribuisca il titolo di dottore agronomo o forestale, a coloro cui non spetta».
«È nostro dovere vigilare – afferma – affinché non venga attribuito il titolo di dottore agronomo o forestale a chi non ne ha diritto. Non esiste alcun conflitto con gli altri collegi, ma va garantita chiarezza nell’interesse della collettività».
La replica di Cinelli: “Messaggio fuorviante e svilente”
Alle dichiarazioni di Vieri replica Mirko Cinelli, presidente del Collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati della provincia di Grosseto, che interviene dopo quanto emerso sulla stampa e sui social in seguito all’incontro pubblico del 17 gennaio 2026, promosso dall’associazione “Grosseto città aperta”.
Secondo Cinelli, il messaggio veicolato dal presidente degli agronomi risulta non correttamente contestualizzato e rischia di trasmettere l’idea di professioni di serie a, b o c, attribuendo una presunta superiorità a un Ordine rispetto ad altri soggetti che operano a pieno titolo e per legge nel settore del verde urbano.
Cinelli ricorda che il Collegio dei periti agrari comprende professionisti diplomati e laureati, anche con titoli triennali e magistrali, le cui competenze trovano fondamento nella normativa vigente e in numerosi pronunciamenti giurisprudenziali.
“Serve collaborazione, non uno scontro tra ordini”
Il presidente dei periti agrari parla di uno svilimento gratuito e ingiustificato nei confronti della categoria, che quotidianamente opera con professionalità e legittimità. Una posizione che, secondo Cinelli, non aiuta il dibattito tecnico-scientifico sulla gestione del verde urbano, tema affrontato anche in percorsi formativi condivisi da iscritti a diversi ordini e collegi.
Pur contestando nel merito le dichiarazioni di Vieri, Cinelli apre però al dialogo: «Il Collegio rinnova la propria disponibilità al confronto e a iniziative comuni. Le contrapposizioni tra ordini servono a pochi e non ai cittadini».
Verde urbano, competenze multidisciplinari e interesse pubblico
Cinelli conclude richiamando la necessità di un approccio condiviso: «La gestione del verde urbano richiede oggi competenze multidisciplinari, aggiornamento continuo e collaborazione tra tutte le figure professionali coinvolte. L’obiettivo deve restare la sicurezza, la tutela ambientale e l’interesse pubblico, senza gerarchie improprie».