
GROSSETO – L’incendio divampato nella notte tra sabato 17 e domenica 18 gennaio all’impianto di smaltimento rifiuti di Le Strillaie, nel comune di Grosseto, non avrebbe prodotto ricadute significative sulla città. Secondo quanto emerge dalle analisi ambientali e le elaborazioni del Settore modellistica previsionale di Arpat «la nube di fumo si è infatti diretta prevalentemente verso la costa, senza interessare il centro abitato».
L’incendio e l’intervento dei soccorsi
Il rogo ha coinvolto rifiuti urbani indifferenziati stoccati all’interno di un capannone dotato di sistema di aspirazione. I Vigili del fuoco sono intervenuti immediatamente e hanno portato avanti le operazioni di spegnimento fino alla mattinata di lunedì 19 gennaio. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Grosseto.
I controlli di arpat sull’impianto
I tecnici di Arpat, allertati nella mattinata di domenica 18 gennaio, hanno effettuato un primo intervento intorno alle 8.15, mentre le attività di spegnimento erano ancora in corso. In quella fase non risultava possibile l’accesso diretto all’area interessata dall’incendio.
Dai sopralluoghi successivi del Dipartimento Arpat di Grosseto è emerso che le acque di spegnimento sono state correttamente raccolte in una vasca dedicata, senza fuoriuscite all’esterno dell’impianto.
La situazione dei rifiuti all’interno del capannone
Durante le verifiche, il personale ha ispezionato la vasca dei rifiuti urbani indifferenziati in ingresso, sede dell’incendio. I rifiuti combusti risultavano separati da quelli non coinvolti, grazie a una trincea.
La parte maggiormente interessata dal fuoco si trovava nella zona più distante dal punto di scarico dei rifiuti, in prossimità della cabina della sala quadri.
Le indicazioni al gestore dell’impianto
Arpat Grosseto ha informato il gestore che i rifiuti coinvolti dall’incendio e le acque di spegnimento dovranno essere gestiti e campionati per la caratterizzazione ambientale, necessaria a definire la corretta destinazione finale. Al momento dei controlli, il sistema di aspirazione dell’impianto risultava regolarmente in funzione.
La dispersione dei fumi e le condizioni meteo
Le elaborazioni del Settore modellistica previsionale di Arpat indicano che la nube di fumo non ha interessato la città di Grosseto, ma si è spostata verso la costa. Durante l’evento erano presenti condizioni meteo stabili, con alta pressione, assenza di precipitazioni e venti deboli da est-nord est.
I dati sono confermati dalla stazione meteo «Casotto dei Pescatori», parte della rete osservativa regionale, situata a circa 4,3 chilometri a nord dell’impianto. Le velocità del vento hanno oscillato tra 1,3 e 3,3 metri al secondo.
L’area di possibile impatto e le verifiche sanitarie
In base alla bassa velocità del vento, alla direzione costante e alla durata limitata dell’incendio, Arpat stima che l’area di massimo impatto si estenda entro un raggio di circa 1.000 metri dal punto di origine del rogo, includendo anche la fascia più vicina all’impianto, entro 300 metri.
Le informazioni sono state condivise con le autorità sanitarie competenti, che potranno individuare eventuali punti per il campionamento di matrici vegetali, con l’obiettivo di verificare la presenza di microinquinanti e il rispetto dei limiti previsti dalla normativa sulla sicurezza alimentare.