
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – «Scriviamo per segnalare un disagio che ormai va avanti da troppo tempo e che sta diventando davvero insostenibile. Forse, rendendo pubblica questa situazione, qualcosa potrà finalmente cambiare, perché come cittadini e come genitori non sappiamo più a chi rivolgerci».
Inizia così la lettera dei nostri lettori che segnalano un disagio che riguarda le fermate degli autobus a Castiglione della Pescaia.
«Ogni mattina – scrivono – gli studenti che prendono il pullman delle 7 per recarsi a scuola a Grosseto sono costretti ad attendere il mezzo sotto la pioggia, spesso battente e accompagnata dal vento, perché a Castiglione non esistono pensiline alle fermate. Un’assenza grave, che riguarda tutti i pendolari, ma che colpisce in modo particolare i nostri figli».
«Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ragazzi che arrivano a scuola completamente fradici e sono poi costretti a restare in quelle condizioni fino al rientro a casa. Portare un ombrello, nella maggior parte dei casi, è inutile: quando piove con vento forte non offre alcuna protezione. A questo primo problema se ne aggiunge un secondo, altrettanto serio. I pullman dedicati agli studenti non sono sufficienti per accogliere tutti i passeggeri. Succede ogni giorno che molti ragazzi viaggino in piedi, ammassati nel corridoio, sulle scale o addirittura vicino alle porte. In queste condizioni, l’ombrello diventa solo un ingombro in più, considerando che spesso non c’è nemmeno lo spazio per tenere lo zaino».
«Da settimane piove quasi ogni mattina e puntualmente i ragazzi si bagnano mentre attendono il pullman che li porta a scuola. Una situazione che non può più essere considerata normale né accettabile. Ci chiediamo, e chiediamo pubblicamente: è possibile che il Comune non possa fare nulla? Installare pensiline alle fermate e potenziare il servizio di trasporto scolastico non è un lusso, ma una necessità che riguarda la sicurezza, la salute e la dignità dei nostri studenti».
«Speriamo – concludono i gentitori – che questa segnalazione venga ascoltata e che le istituzioni competenti si facciano finalmente carico di un problema che dura da anni e che merita risposte concrete, non ulteriori rinvii».