
GROSSETO – La situazione relativa al dormitorio di via De Amicis – sottolineano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore al Sociale Carla Minacci – non rappresenta un atto di disinteresse o negligenza da parte del Comune che, al contrario, sta cercando in tutti i modi di individuare soluzioni alternative e altrettanto adeguate alle necessità delle persone più fragili.
Come avviene nella maggior parte delle città capoluogo italiane, dove esiste una collaborazione strutturata tra Caritas, Curia e rete del volontariato, anche a Grosseto l’Amministrazione ritiene fondamentale costruire un sistema condiviso e multilivello di supporto alle persone senza fissa dimora. Tuttavia, a differenza di altri contesti territoriali, qui il peso dell’intervento è ricaduto in larga parte sul Comune, che si è fatto carico direttamente di un servizio che non rientra tra i servizi sociali essenziali obbligatori per legge per un ente locale.
Proprio per questo, in seguito alla chiusura del dormitorio di via De Amicis, l’Amministrazione sta lavorando con attenzione alla ricerca di soluzioni alternative in grado di garantire risposte concrete e dignitose, nella consapevolezza che il tema richiede un approccio serio, coordinato e sostenibile nel tempo.
Mercoledì 28 gennaio è stato programmato un incontro con Coeso e con altri soggetti interessati, con l’obiettivo di avviare un tavolo di lavoro condiviso. L’incontro servirà a valutare le diverse ipotesi possibili, a mettere in rete le disponibilità presenti sul territorio e a individuare percorsi che tengano insieme il bisogno immediato di accoglienza e una visione più ampia di intervento sociale.
L’intento è quello di costruire risposte frutto di una collaborazione tra istituzioni, servizi e volontariato, valorizzando le esperienze già attive e le competenze esistenti. L’Amministrazione è consapevole della delicatezza del tema e ribadisce il proprio impegno a non lasciare indietro nessuno, continuando a lavorare in modo responsabile e condiviso per individuare soluzioni adeguate, dignitose e rispettose delle persone più fragili.