
GROSSETO – «Risposte rapide e concrete per evitare gravi rischi per la salute e l’incolumità delle persone più fragili» a chiederle Grosseto al centro che commenta così la prevista chiusura del dormitorio di via De Amicis, in un periodo «segnato da temperature rigide e da una presenza significativa di persone senza dimora in città».
Ordinanze e spazi pubblici per l’emergenza
Secondo Grosseto al Centro, di fronte a una emergenza climatica e sociale, il Comune non può limitarsi a registrare le difficoltà operative. Serve invece un’assunzione diretta di responsabilità. L’associazione chiede al sindaco di Grosseto di valutare, nell’immediato, il mantenimento in funzione del dormitorio, anche oltre le scadenze attuali, ricorrendo se necessario a ordinanze contingibili e urgenti a tutela della salute pubblica.
In alternativa, o in aggiunta, viene proposta l’apertura notturna di spazi pubblici riscaldati, come il salone della stazione ferroviaria, palestre, cinema, teatri o scuole fuori orario, da destinare temporaneamente all’accoglienza notturna.
Il ruolo della Asl e l’assistenza sanitaria
Tra le richieste figura anche il coinvolgimento dell’Azienda Usl Toscana sud est, per garantire assistenza sanitaria di base e il monitoraggio delle situazioni più critiche. Un aspetto ritenuto fondamentale, soprattutto per le persone con fragilità sanitarie o esposte da tempo alle basse temperature.
Esempi da altre città italiane
L’associazione richiama quanto già fatto in altre realtà italiane. Reggio Calabria ha aperto temporaneamente l’Urban Center per l’accoglienza notturna durante l’ondata di freddo. Roma ha attivato strutture aggiuntive nei periodi con temperature sotto lo zero. Napoli ha disposto aperture straordinarie di alcune stazioni della metropolitana. Chieti ha attivato un Piano freddo stagionale con posti letto e assistenza continua. Trento ha allestito un dormitorio temporaneo in coordinamento con i servizi sociali, mentre a Firenze è in corso una sperimentazione basata su una presa in carico più completa delle persone senza dimora.
Moduli abitativi per non rincorrere ogni anno l’emergenza
Guardando al futuro, Grosseto al Centro propone di avviare una valutazione sull’acquisto di moduli abitativi coibentati, dotati di riscaldamento, elettricità e servizi igienici. Strutture stagionali da installare nei mesi invernali in aree idonee della città, come parcheggi vicino ai parchi pubblici, per evitare di affrontare ogni anno l’emergenza senza strumenti adeguati.
La proposta della Consulta comunale per il sociale
Accanto alle soluzioni materiali, l’associazione ritiene indispensabile istituire una Consulta comunale per il sociale. Un luogo stabile di confronto tra amministrazione comunale, Caritas, associazioni e volontariato locale, per favorire dialogo, programmazione condivisa, trasparenza e continuità nelle politiche sociali.
«La misura di una comunità»
«La capacità di una comunità di proteggere i più fragili è un indicatore concreto della qualità dell’azione amministrativa», sottolinea Grosseto al Centro. Un messaggio chiaro: Grosseto può e deve dimostrare di essere una città responsabile, attenta e solidale, soprattutto nei momenti più difficili.
