
GROSSETO – “Sulla questione dormitorio ed emergenza freddo tante le parole che si perdono nel vento, un vento purtroppo freddo che impone chiarezza sull’intera procedura”. Così l’Amministrazione comunale di Grosseto e il Coeso rispondono alle critiche sollevate qualche giorno fa dal consigliere comunale del Pd Leonardo Culicchi.
“Fino al 2024 questo tipo di servizio era sostanzialmente sostenuto dalla Società della Salute – proseguono -. Oggi, una simile operazione non è più possibile in termini procedurali in quanto trattasi di un servizio aggiuntivo e quindi imputabile ai comuni che richiedono il servizio stesso. Certo è, che questo è un autentico paradosso e che nessuno si indigna quando viene organizzato il “Mercatino dei ragazzi” i cui fondi raccolti vanno a favore dell’acquisto di macchinari dell’Asl. Eppure la competenza a far fronte a questo tipo di bisogno dovrebbe essere dell’Asl stessa. Leggasi Regione Toscana”.
“E allora, perché i consiglieri comunali e gli assessori regionali non alzano le loro voci anche in una simile situazione? Le verifiche per individuare strutture alternative non hanno portato a soluzioni praticabili e ciascun soggetto interpellato (associazioni di volontariato, Curia vescovile) ha rappresentato attenzione al tema, senza però poter indicare possibili soluzioni – vanno avanti Comune e Coeso -. Ad oggi, non esistono quindi, alternative sicure ed immediatamente utilizzabili per offrire un adeguato servizio in grado di far fronte all’emergenza freddo. Questa la vera verità che seppellisce definitivamente tutte le accuse strumentali e faziose del consigliere comunale Culicchi su un tema delicatissimo come le politiche sociali”.
“Culicchi ancora una volta sceglie di scendere in polemica, raccontando una realtà distorta e parziale. Dai ripetuti confronti avviati dal Comune di Grosseto e dal Coeso è emersa con estrema chiarezza la disponibilità di tutti a ‘Prestare soccorso’ ma solo in via teorica. Il Comune nella realtà avrebbe dovuto farsi carico di tutto: individuare l’immobile, garantire il dormitorio, sostenere integralmente i costi di gestione. Agli altri soggetti sarebbe rimasto soltanto l’onere di un supporto esclusivamente morale e forse, per essere ancora più pratici, a qualche soggetto sarebbe interessata la gestione della struttura. Così la risposta ad un bisogno della società grossetana è stata: ‘Non siamo noi i competenti…’. Allora chi è il soggetto competente? Tutto ciò che non trova risposta puntuale deve essere addossato all’Amministrazione comunale! ‘Non rientra fra le mie competenze’ è la frase più arida, squalificante e assordante che la nostra società possa ricevere. Nella realtà tutti si sono tirati indietro, ma non con le parole”.
“La polemica verbale scorre veloce dimenticandosi tra l’altro che fino al 2024 il servizio era coperto interamente dalla società della salute – vanno avanti Comune e Coeso -. Ma torniamo alla procedura: nei primi mesi del 2025 il Coeso pubblica un avviso per la co-programmazione relativa all’elaborazione di un ‘Piano Freddo’ nel Comune di Grosseto. All’Avviso rispondono alcune realtà locali e viene quindi avviato un percorso per individuare possibili soluzioni per l’emergenza freddo. Il 12 novembre 2025 il Coeso pubblica un avviso esplorativo per manifestazione di interesse finalizzata alla ricerca di un immobile nella città da adibire a struttura di accoglienza per i senza fissa dimora. Risultato? L’avviso è andato deserto! Certo è che il Comune ha il dovere di non mettere a rischio l’incolumità delle persone; di conseguenza l’Amministrazione non può assumersi la responsabilità di tenere aperta una struttura che presenta criticità rilevanti anche e soprattutto sotto il profilo strutturale. La tutela della vita delle persone viene prima di qualsiasi propaganda politica. Negli anni, abbiamo sempre sostenuto economicamente le associazioni del terzo settore; uno sforzo che nel 2025 è stato pari a 60mila euro. Fino ad oggi i cosiddetti servizi non obbligatori come l’emergenza freddo e l’accoglienza dei senza fissa dimora, sono sempre stati portati avanti con impegno da parte del Comune di Grosseto che come capoluogo assorbe tra l’altro gran parte dei bisogni”.
“Ricordiamo tra l’altro che una parte delle risorse utilizzate per il dormitorio è stata destinata all’attivazione di un centro per i ragazzi disabili in via Gozzi, intervento obbligatorio e non rinviabile, che testimonia ancor di più quanto questa Amministrazione e il Coeso agiscano secondo priorità concrete e non per convenienze politiche. Fa sorridere allora che il consigliere Culicchi invochi l’istituzione di un ‘tavolo istituzionale’, quando dovrebbe ricordarsi che l’assessore alle politiche sociali Carla Minacci è stata la prima a chiedere formalmente supporto alla Regione Toscana rivolgendosi all’assessore Leonardo Marras per offrire risposte alla complessa situazione dell’emergenza freddo. E anche in questo caso, tante parole, ma nessun intervento e nessun sostegno concreto. E allora perché tante vuote parole? Quello sbandierato e richiesto faccia a faccia con gli amministratori locali c’è stato, ma nulla ha prodotto; però fa comodo dichiarare ‘Apriamo un tavolo di lavoro’.
“Come Amministrazione comunale e come Coeso – dichiarano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alle Politiche Sociali Carla Minacci – siamo sempre stati in prima linea per garantire assistenza. L’idea che servano oggi nuovi tavoli di lavoro è fuori luogo e paradossalmente può apparire come una ulteriore perdita di tempo: i confronti sono già stati avviati da tempo e l’assessorato ha seguito personalmente ogni passaggio. Il dormitorio rimarrà aperto fino al 31 gennaio 2026, come già stabilito e ribadito. Nel frattempo cercheremo altre soluzioni concrete. Il tema rimane una priorità per il Comune e per il Coeso”.