
GROSSETO – «È paradossale che mentre lo Stato, le forze di polizia e le questure lavorano quotidianamente con grande impegno per garantire sicurezza ai cittadini, la Regione Toscana continui ostinatamente a opporsi alla realizzazione dei Centri di permanenza per i rimpatri». E’ quanto dichiara il deputato toscano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, commentando le prese di posizione dei sindacati delle forze dell’ordine che chiedono un rafforzamento degli strumenti a disposizione per l’allontanamento dei soggetti irregolari e pericolosi.
«Le forze di polizia lo dicono chiaramente – prosegue Rossi –: senza Cpr adeguati ed efficienti, i provvedimenti di espulsione rischiano di restare sulla carta, con il risultato che persone già segnalate come a rischio tornano liberamente in strada, alimentando insicurezza e frustrazione tra i cittadini e tra gli stessi operatori in divisa».
«La contrarietà ideologica della Regione Toscana e del presidente Eugenio Giani ai Cpr non tiene conto della realtà dei territori e delle esigenze concrete di sicurezza. I Centri di permanenza per i rimpatri – sottolinea Rossi – non sono luoghi punitivi, ma strumenti indispensabili di uno Stato serio che vuole far rispettare le regole, garantire procedure di rimpatrio efficaci e tutelare la sicurezza pubblica».
«I dati ufficiali dimostrano che nel 2025 si è consolidata una drastica riduzione degli sbarchi, con un calo del 57% rispetto al 2023 e un aumento significativo dei rimpatri, cresciuti di oltre il 50% rispetto al 2022. È la prova che la linea del Governo, basata su controllo delle frontiere, contrasto ai trafficanti e rimpatri effettivi, sta funzionando».
«Ma questo lavoro rischia di essere vanificato – aggiunge Rossi – se anche a livello regionale si continua a dire sempre e solo no, ostacolando la realizzazione dei Cpr e scaricando sui territori e sulle forze dell’ordine le conseguenze di scelte ideologiche. Con ipocrisia la sinistra toscana e nazionale ha sempre negato lo stretto legame che esiste tra l’insicurezza nelle nostre strade e l’immigrazione incontrollata e non gestita. Abbiamo di fronte oggi quello che loro hanno pensato e costruito oltre dieci anni fa, con politiche che manifestano oggi il loro totale fallimento».
«Ribadiamo la necessità che anche la Regione Toscana collabori e non remi contro, oppure la smettano di ignorare i dati dei reati commessi da immigrati clandestini. L’immigrazione irregolare non si contrasta con i proclami, ma con strumenti concreti: controlli, espulsioni, rimpatri e Cpr funzionanti. È ciò che chiedono i cittadini, è ciò che chiedono le forze dell’ordine ed è ciò che continuerò a sostenere con determinazione in Parlamento», conclude Fabrizio Rossi.