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Agricoltura

Pac e Mercosur, Confagricoltura: «Nessuno scambio, non siamo al gioco delle tre carte»

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Pac e Mercosur, Confagricoltura: «Nessuno scambio, non siamo al gioco delle tre carte»
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GROSSETO – “Non accetteremo mai alcuno scambio tra i fondi della Pac e l’accordo Mercosur”. Non usa giri di parole il presidente di Confagricoltura Grosseto, Attilio Tocchi, all’indomani dei toni trionfalistici che hanno salutato le comunicazioni provenienti da Bruxelles sulle presunte “nuove risorse” destinate all’agricoltura europea.

“Qui non siamo di fronte a fondi realmente nuovi – attacca Tocchi – ma a un’operazione di maquillage finanziario. Dalle informazioni ricevute, i 45 miliardi annunciati per la Pac dal 2028, di cui 10 destinati all’Italia, sono semplicemente un anticipo di risorse già previste. Lo dice chiaramente la stessa presidente von der Leyen nella lettera inviata alla presidenza di turno. Il riferimento è sempre lo stesso fondo unico nazionale che mette insieme Pac, coesione e perfino difesa. Altro che svolta. E’ il classico gioco delle tre carte. Pensi di aver visto l’asso, ma quando giri la carta, è scomparso”.

Per Confagricoltura Grosseto, quanto fatto da Bruxelles ha l’obiettivo preciso di acquistare il consenso di Paesi chiave come Italia e Francia e far digerire l’accordo commerciale Ue–Mercosur. Un accordo che, se approvato, avrà un solo effetto concreto, ossia quello di inondare anche il mercato europeo di prodotti sudamericani a bassi standard qualitativi, senza vere tutele per i nostri agricoltori. Una vera e propria rovina.

Secondo Tocchi, il denaro messo sul tavolo “ha l’aria di un contentino che non compenserà mai i tagli complessivi alla Pac e alla politica di coesione nel nuovo quadro finanziario pluriennale, né tantomeno risolverà il problema della concorrenza sleale. Gli agricoltori italiani non meritano pannicelli caldi e mancette che mamma Europa tenta di spacciare come compensazioni. Gli agricoltori – prosegue il presidente di Confagricoltura Grosseto – hanno invece tutto il diritto a pari condizioni di mercato, alla reale tutela delle produzioni Dop e Igp e a un’Europa che difenda davvero il Made in Italy, invece di svenderlo sull’altare di accordi geopolitici”.

Per Tocchi siamo di fronte “all’ennesimo escamotage di Bruxelles per estorcere il sì al Mercosur. Ma per quanto ci riguarda, gli agricoltori non sono merce di scambio e i consumatori non sono cavie. Questo “Pac-co” lo rispediamo al mittente.” Rimangono inoltre aperti nodi strutturali pesantissimi come il rischio di una progressiva nazionalizzazione della Pac e una reciprocità che continua a essere solo proclamata.

“Le misure proposte non sono sufficienti – evidenzia Tocchi –. I metodi di produzione e gli standard qualitativi devono essere realmente equivalenti. Non è accettabile che l’agricoltura europea rispetti regole stringenti mentre sul mercato arrivano prodotti che non garantiscono gli stessi livelli di sicurezza e sostenibilità. Questi – chiarisce Tocchi – non sono segnali incoraggianti e non vanno nella direzione giusta. Qualcuno direbbe, “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. Noi siamo disposti ad aspettare anche dopodomani, convinti però di tirare l’uovo a chi vuole farlo passare come una soluzione possibile. Perché questa “concessione” rischia solo di spingere alla fame un intero settore”.

Da qui l’appello a non lasciarsi abbindolare dai proclami. “La grande mobilitazione del mondo agricolo europeo del 18 dicembre scorso a Bruxelles, guidata dal Copa e dal presidente Massimiliano Giansanti e alla quale ha aderito anche una delegazione di Confagricoltura Grosseto, ha dimostrato quanto le posizioni iniziali della Commissione fossero lontane dalle esigenze reali delle imprese, dalla sicurezza alimentare e dal futuro delle aree rurali. Posizioni che per noi restano insostenibili – conclude Tocchi – e per questa ragione continueremo con determinazione la nostra battaglia, con la consapevolezza che difendere il lavoro degli agricoltori significhi difendere il futuro dell’agricoltura europea. Non vogliamo prebende, sussidiarietà spicciola o contributi tout court. Chiediamo solo la difesa del mercato e delle produzioni. E su questo non faremo passi indietro e non concederemo sconti a nessuno”.

Redazione
10 Gennaio 2026 alle 15:22
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