
SCARLINO – Dopo oltre trent’anni di battaglie giudiziarie, la vicenda della storica “spiaggetta” di Scarlino trova finalmente una risposta definitiva. Con l’ordinanza n. 57/2022, depositata nel marzo 2025, la Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto le ragioni degli espropriati, ponendo fine a una procedura di esproprio rivelatasi viziata e fonte di ingenti danni economici per i proprietari.
Un contenzioso lungo e complesso, iniziato negli anni Novanta e sviluppatosi tra stime contrapposte, ritardi amministrativi e responsabilità rimpallate tra enti pubblici e soggetti privati, ha visto gli espropriati ottenere il riconoscimento della corretta indennità per i terreni sottratti. La Corte ha infatti accolto l’opposizione alla stima, determinando l’indennità sulla base del valore reale dell’area e condannando il Comune di Scarlino al pagamento delle somme dovute e delle spese processuali.
Determinante è stata la tenacia del legale degli espropriati, l’avvocato Jurij Di Massa, che per anni ha saputo tenere testa a un numero considerevole di collegi difensivi fiorentini e romani, oltre che alle articolate difese dell’ente pubblico e dei soggetti terzi coinvolti. Una strategia giuridica solida, supportata da caparbietà e costanza, che ha consentito di superare eccezioni, rinvii e tentativi di ridimensionare i diritti dei proprietari.
La decisione della Corte d’Appello non rappresenta solo una vittoria giudiziaria, ma anche un segnale forte sul rispetto dei diritti dei cittadini di fronte a procedure espropriative scorrette. Per gli eredi e i proprietari della “spiaggetta” di Scarlino, dopo tre decenni di attesa, si può finalmente dire che giustizia è stata fatta.