
GROSSETO – «La replica della maggioranza è offensiva e confusa: non chiarisce nulla e, anzi, conferma tutto. Questa Amministrazione ha smarrito il contatto con la realtà della città, mentre Grosseto chiede ben altro».

GROSSETO – «La replica della maggioranza è offensiva e confusa: non chiarisce nulla e, anzi, conferma tutto. Questa Amministrazione ha smarrito il contatto con la realtà della città, mentre Grosseto chiede ben altro».
Così Leonardo Culicchi, consigliere comunale del Partito Democratico, interviene dopo le risposte della Giunta alle critiche dell’opposizione.
Secondo Culicchi, dietro «toni stizziti e attacchi personali – ormai cifra stilistica del centrodestra grossetano – non c’è una risposta politica, non c’è una strategia, non c’è una visione. C’è solo propaganda».
Sul piano economico, il consigliere richiama dati ufficiali:
«I numeri non sono un’opinione dell’opposizione. I report di Irpet, Banca d’Italia e la relazione di Banca Tema parlano chiaro: rallenta l’export, si indebolisce il tessuto produttivo locale, cresce il numero di persone costrette ad attingere ai risparmi per le spese quotidiane».
Un quadro che pesa ancora di più, sottolinea, «in una città che ha uno dei costi della vita più alti d’Italia e tra i redditi più bassi della Toscana».
Di fronte a questo scenario, per Culicchi, la risposta della Giunta è insufficiente: «Si evoca genericamente il “contesto generale”, come se fosse una giustificazione e non un’aggravante. Proprio quando il contesto peggiora, un Comune serio dovrebbe concentrare risorse su imprese, lavoro e sviluppo locale».
Critico anche il giudizio sulle politiche sociali: «Nel bilancio di previsione le risorse per il sociale diminuiscono. Lo ha ammesso l’assessore al bilancio in Consiglio comunale e lo hanno denunciato persino esponenti della maggioranza».
Culicchi elenca i numeri: «15 mila euro in meno per le famiglie, 100 mila euro in meno per le imprese, 50 mila euro in meno per le università, 200 mila euro tagliati alla cultura, 160 mila euro in meno alle politiche sociali, a cui si aggiungono i 175 mila euro di tagli con cui si è chiuso il 2025».
E aggiunge: «Le spese di rappresentanza, invece, non diminuiscono: 20 mila euro in più, oltre ai 50 mila per i viaggi all’estero e ai 190 mila euro complessivi per le indennità del sindaco e del presidente del Consiglio comunale».
Nel mirino anche la gestione delle risorse e il rapporto con Coeso: «Si genera volutamente confusione contabile, facendo passare Coeso come una costola del Comune. Coeso è un ente autonomo, con una propria natura giuridica e contabile, e non può essere usato per mascherare i tagli ai servizi sociali comunali».
Sul piano sociale, Culicchi richiama i segnali che arrivano dal territorio: «I rapporti Caritas e il mondo del volontariato raccontano una città più fragile: aumentano le persone in difficoltà, crescono i senza dimora, si allarga la distanza sociale e il disagio psichico diventa un’emergenza silenziosa».
Una situazione affrontata, secondo il consigliere, «con tre assessori al sociale cambiati in un anno per meri giochi di potere, invece di rendere il sociale un motore di sviluppo e coesione».
Stesso giudizio critico sul progetto delle relazioni internazionali: «Nessuno contesta in astratto le collaborazioni tra città. Quello che è discutibile è l’impianto: non sappiamo quali Paesi siano prioritari, quali filiere economiche si vogliano sostenere, quali imprese siano coinvolte e quali risultati concreti si intendano raggiungere».
Per Culicchi, «senza obiettivi misurabili e senza rendicontazione pubblica, questa operazione rischia di essere una vetrina politica più che una politica di sviluppo».
La conclusione è netta: «Dopo nove anni di governo cittadino, con un piano urbanistico ancora fermo, la domanda resta semplice: mentre l’economia rallenta e il disagio cresce, quali sono le priorità di chi governa Grosseto?».
L’opposizione, chiarisce Culicchi, «chiede una cosa sola: fatti. Una relazione pubblica sul disagio sociale, un progetto concreto su lavoro e imprese, una vera strategia sulle relazioni internazionali con obiettivi chiari e controllo del Consiglio comunale». «Tutto meno che una comunicazione fatta di slogan che non reggono alla prova dei fatti», conclude.