
AMIATA – «Se ci sono alternative possibili ed economicamente valide, perché in Amiata la salute non viene tutelata?» a chiederlo, rivolgendosi al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, Roberto Barocci per il Forum ambientalista Grosseto.
«In Germania, nella Baviera, è entrata in funzione una centrale geotermia di Terza generazione, da noi ritenute le uniche auspicabili nel nostro territorio. La tecnica di terza generazione consiste nell’iniettare in profondità un liquido che si riscalda e che, risalendo in superficie, consente di utilizzare il calore. In questo modo, i gas inquinanti non risalgono e non escono in atmosfera».
«Altri vantaggi sono che non si inquinano le falde idriche e non si creano sbalzi di pressione nel bacino geotermico, potenzialmente in grado di scatenare terremoti e fenomeni di subsidenza, cioè abbassamento della superficie terrestre. Su base annua, la produzione stimata da questa nuova centrale raggiunge circa 77 milioni di kilowattora sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico di 18.000–20.000 famiglie, un quantitativo comparabile a quelle di prima generazione presenti in Amiata» prosegue Barocci.
«Questo nuovo impianto ha esteso le tecniche delle pompe di calore, già in esercizio in Maremma e che hanno reso autosufficienti diverse abitazioni sia per il calore che per l’elettricità consumata, dimostrandosi economicamente vantaggiose. Perché in Amiata la Regione Toscana continua invece a prospettare nuove centrali di prima generazione che emettono gas inquinanti?».
«Essendo riconosciuta, nei comuni geotermici, come vera la relazione tra l’aumento notevole di mortalità1 e le concentrazioni crescenti, misurate nei paesi dell’Amiata, di arsenico, mercurio, acido solfidrico, ecc., ed essendo ritenuta ancora come vera l’esistenza di emissioni pericolose2 di arsenico, mercurio, acido solfidrico, ecc. dalle centrali geotermiche dell’Amiata, per la legge transitiva della Logica, è vera anche la conclusione: che l’incremento delle malattie e mortalità registrate sull’Amiata è dovuta anche alle emissioni delle centrali geotermiche» conclude la nota del Forum ambientalista.