
GROSSETO – Il Comitato per la Democrazia Costituzionale di Grosseto e il Comitato Provinciale Anpi “Norma Parenti” organizzano per mercoledì 17 dicembre un seminario formativo sulla controriforma costituzionale della giustizia.
Il seminario si terrà alle ore 16 alla Sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi in Piazza Dante.
Sarà tenuto da Domenico Gallo, magistrato, già presidente di sezione alla Corte di Cassazione. Verranno distribuiti anche materiali informativi sullo stesso progetto di controriforma.
«Infatti – spiegano gli organizzatori – la materia è di per sé difficile e la destra al governo l’ha avvolta in una nebbia di menzogne per carpire la buona fede di cittadine e cittadini. Quindi è necessaria una informazione capillare per evitare che al referendum ostativo si faccia un ulteriore passo che altera irrimediabilmente la nostra democrazia, nata dalla Resistenza partigiana. I nostri padri e le nostre madri costituenti, segnati dall’esperienza del fascismo, scelsero di creare uno Stato in cui nessun potere fosse in grado di dominare gli altri. Per questo la magistratura fu progettata come un organo autonomo, così da impedire alla politica di piegare la giustizia ai propri scopi. Se il governo potesse intervenire sull’azione penale, decidendo quali inchieste avviare e quali lasciare da parte, il principio dell’uguaglianza di tutti di fronte alla legge diventerebbe puro artificio. L’equilibrio tra i poteri è ciò che tutela le persone comuni dagli abusi dei potenti».
«Il Governo Meloni – proseguono – con la sua vocazione autoritaria ha imposto a colpi di maggioranza la legge di controriforma costituzionale senza tenere alcun conto di tutte le posizioni presenti in Parlamento come sarebbe buona prassi democratica per una legge che vuol cambiare radicalmente la Costituzione. Innanzitutto è falso che tale legge introduca la separazione delle carriere dei giudici, che è già stata introdotta dalla legge Cartabia. Non c’era alcun bisogno di normare con legge costituzionale il passaggio dalla carriera inquirente dei pubblici ministeri a quella giudicante: esso in un anno riguarda meno di 30 sui 9000 magistrati italiani. In realtà la legge spacca la giurisdizione dividendo in due l’organo di autogoverno dei giudici (il Csm, cioè Consiglio Superiore della Magistratura) e di conseguenza indebolendo il terzo potere costituzionale (legislativo o Parlamento; esecutivo o Governo; giudiziario o Magistratura). Questo vuol dire alterare l’equilibrio tra i poteri dello stato, che è il cuore della democrazia, togliendo il potere di controllo della magistratura sugli atti del governo. Il Governo Meloni vuol avere mano libera nella gestione del potere e porre la magistratura inquirente (i pubblici ministeri) sotto il proprio controllo. L’Associazione Nazionale Magistrati ha costituito il proprio comitato per il No per opporsi a questo disegno autoritario. Il 9 dicembre è stata annunciata la costituzione del Comitato Nazionale per il No della società civile comprendendo oltre cento associazioni, sindacati e forze politiche di opposizione».
«E’ necessario costituire il Comitato per il No anche a Grosseto, in città e in ogni centro della provincia. E’ urgente tornare alla gente e informarla sul disegno autoritario del Governo. E’ un dovere civile per tutelare la libertà di tutti, perché senza giudici e pubblici ministeri indipendenti, i diritti diventano parole vuote e la legge uno strumento del potere. È il momento di informarsi, di discutere, di dare forza a un No consapevole e determinato, perché la democrazia non è un monumento: è un impegno quotidiano. E la Resistenza, per chiunque abbia la Costituzione nel cuore, non è un ricordo: è una strada da continuare a percorrere, prendendosene cura, giorno dopo giorno. Invitiamo, quindi, le associazioni democratiche, i sindacati dei lavoratori e i partiti di opposizione delle nostre comunità a formare quanto prima il Comitato per il No della società civile, presente capillarmente in tutti i territori della Maremma. Invitiamo tutte queste forze a partecipare al Seminario formativo del 17 in direzione del Comitato unitario più ampio possibile».