
FOLLONICA — Ci sono anniversari che non si limitano a essere celebrati, ma che diventano un attraversamento, un ritorno alle origini, un modo per guardare indietro con gratitudine e avanti con lucidità. Il 70° anniversario di Ottica Bracci, festeggiato alla Rocca di Frassinello, è stato tutto questo: una serata intensa, intima, costruita attorno al tema che più rappresenta la famiglia Bracci–Frosini e il percorso dell’azienda stessa: il coraggio.
Un valore che ha guidato tre generazioni, dalla Fondatrice Maria Luisa Rossi, passando attraverso l’impegno di Catia Bracci e Ferdinando Frosini, fino ad arrivare oggi a Luisa e Alessio Frosini, che portano avanti un’eredità fatta di lavoro instancabile, visione e dedizione.
«Nostra madre e nostro padre ci hanno insegnato che il coraggio è un modo di vivere» racconta Luisa Frosini. «È la forza silenziosa che ti muove quando sembra difficile continuare, la capacità di guardare oltre l’imprevisto, la scelta di non rinunciare mai ai propri valori.»
La serata ha intrecciato parole, emozioni e momenti artistici pensati per evocare proprio quel cammino di trasformazione e determinazione che ha caratterizzato la storia dell’azienda. Una performance musicale dal vivo ha aperto l’evento, accompagnando gli ospiti in un’atmosfera sospesa e raccolta, mentre l’esibizione delle Farfalle, con le loro movenze leggere e decise insieme, ha offerto un simbolo potente della metamorfosi e della forza di rialzarsi.
Tra le parti più toccanti della serata, la famiglia ha condiviso anche un ritrovamento prezioso. Durante i lavori di recupero degli storici magazzini, oggi trasformati in centri medico-oftalmici, sono venuti alla luce numerosi occhiali vintage, perfettamente conservati, oggetti carichi di memoria e di stile.
Luisa ricorda così quel momento: «Quando abbiamo aperto quelle scatole, abbiamo sentito qualcosa che assomigliava a un respiro antico. Erano occhiali che avevamo visto passare tra le mani dei nostri genitori, forme che avevano accompagnato il loro lavoro e la loro visione. Ci è sembrato naturale condividere questo ritrovamento con chi è parte della nostra storia: per questo abbiamo chiesto agli invitati di dare un nome a questi modelli. È stato un gesto semplice, ma pieno di significato.»
I nomi scelti dagli ospiti accompagneranno la collezione nella sua prima presentazione pubblica, prevista per il 14 dicembre, come progetto culturale e identitario. Una forma di omaggio al passato che diventa anche un modo per immaginare il futuro.
La serata è stata anche un momento di riconoscenza profonda: verso i collaboratori, che ogni giorno rendono possibile la continuità dell’azienda, e verso i fornitori storici, che hanno sostenuto la realizzazione dell’evento contribuendo a renderlo elegante, sentito e partecipato.
«Settant’anni non sono un punto di arrivo, ma una promessa» conclude Luisa. «la promessa che continueremo a camminare con lo stesso coraggio che ha guidato chi ci ha preceduto, con la stessa cura, la stessa umiltà e lo stesso desiderio di crescere, restando fedeli ai valori che ci hanno costruiti.»