
GROSSETO – Si sono svolte venerdì 5 dicembre allo spazio Extra Libera a Roma, le premiazioni di Antropocine e del Clorofilla film festival, iniziativa di cinema promossa da Legambiente. Le due iniziative viaggiano ormai di pari passo condividendo film, ospiti e anche le premiazioni si sono svolte in maniera congiunta.
Sette i premi assegnati (cinque per Clorofilla e due per Antropocine) mentre per Clorofilla rimangono ancora tre sezioni da chiudere -Agridoc, Montanaria e Solounminuto- che decreteranno i loro vincitori tra fine dicembre e gennaio.
Per Clorofilla, la giuria formata da Marino Midena, giornalista e selezionatore per festival, Federico Raponi, giornalista, Francesco Ciarapica, Alessia Piccinetti, Alice Coiro, Associazione Kansassiti e MDM Mediateca Digitale della Maremma, Federico Santini, regista, Donatella Bigozzi, funzionaria Provincia di Grosseto, Massimiliano Marcucci, Fondazione Luciano Bianciardi, ha assegnato quattro tra premi e menzioni.
Il premio per il miglior documentario a tema ambientale e sociale è andato a “Come se non ci fosse un domani” di Riccardo Cremona e Matteo Keffer, prodotto dalla Motorino Amaranto di Paolo Virzì, racconta il movimento di Ultima generazione.
Nella motivazione del premio, ritirato da Matteo Keffer e dalla produttrice Ottavia Virzì, si legge: “Per la capacità di trasformare una lotta collettiva in un racconto intimo e necessario, per il coraggio con cui affronta uno dei temi più urgenti del nostro tempo e per la delicatezza dello sguardo che lascia emergere emozioni, tensioni e fragilità, la giuria del Clorofilla Film Festival riconosce a “Come se non ci fosse un domani” un valore artistico, politico e civile di grande rilevanza.”
Una menzione invece è andata a “Cose che accadono sulla terra” di Michele Cinque, proiettato insieme a Terramara Festival a San Donato. Il premio è stato ritirato da Giuseppe D’Amato che ha curato il suono per il film. La menzione è stata assegnata per “Per la qualità del suo immaginario, la forza etica del suo racconto e la capacità di restituire la complessità di un territorio e di chi lo abita, restituendo un’opera preziosa, capace di parlare al presente con intensità e necessità”.
La giuria inoltre ha deciso di premiare anche un lavoro breve: “Moving mountains” di Andrea Costa che era presente insieme al protagonista Moussa Kourouma. Il premio è stato assegnato “per la capacità di raccontare con sensibilità il percorso umano di Moussa, giovane guineano accolto nel maso di Rita in Alto Adige. Attraverso un linguaggio cinematografico essenziale e un racconto intimo, il film esplora temi centrali del nostro tempo: ci mostra come sia possibile attraversare barriere culturali e geografiche mantenendo la propria identità e riscoprendo il valore di comunità, accoglienza e appartenenza”.
Infine menzione a “Fast”, un breve documentario su fast fashion e fast food “per la capacità sorprendente, matura e profondamente consapevole con cui un gruppo di giovani studenti riesce a indagare un tema complesso e urgente come quello dell’industria del fast”.
Una menzione, infine, è stata assegnata da ehabitat, presente con il giornalista Marco Grilli, al documentario “Green over gray – Emilio Ambasz” di Francesca Molteni e Mattia Colombo, un “film che si distingue per la capacità di trasformare la visione del paesaggio urbano contemporaneo, mostrando come il verde possa non solo inserirsi negli spazi grigi delle città, ma elevarli e rigenerarli.”
Per Antropocine invece una menzione ed un premio: il premio è andato a “Il prezzo che paghiamo” di Sara Manisera e la menzione a “Breath” di Ilaria Congiu.
Clorofilla prosegue in questo periodo con le premiazioni e si avvicina a festeggiare i 25 anni del festival, nel 2026 con alcune attività che copriranno tutto l’anno.
Clorofilla è realizzato da Legambiente Festambiente APS con Kansassiti, Mdm Mediateca Digitale della Maremma, Clan, Giardino degli Arcieri, Storie di cinema, Cai Grosseto, Arci, Qb. Ha il patrocinio e il contributo della Direzione Generale CInema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, dell’Otto per Mille Chiesa Valdese, della Fondazione CR Firenze.