
PORTO ERCOLE – “A Monte Argentario il Natale si presenta come un mese intero di eventi, luci e iniziative diffuse, almeno sulla carta”. Così inizia la nota del capogruppo di opposizione di “Svolta per l’Argentario” Marco Nieto sulle iniziative di Natale.
“Il programma ufficiale (frutto della collaborazione tra Comune, associazioni, Pro Loco e realtà culturali) elenca un calendario ricchissimo che va dal 7 dicembre all’11 gennaio, con spettacoli musicali, street band, mostre, teatro, cinema, concerti e perfino il Capodanno in piazza a Porto Santo Stefano – prosegue -. Ma, osservando da vicino, a Porto Ercole la situazione appare ben diversa. Se non fosse per il Girotondo e la Parrocchia, a Porto Ercole ci sarebbe ben poco. Anche quest’anno, il peso più grande dell’atmosfera natalizia del paese è ricaduto sulle spalle delle realtà associative locali: Girotondo Aps, che ancora una volta ha organizzato la Casa di Babbo Natale, appuntamento ormai irrinunciabile per le famiglie e uno dei pochi veri momenti natalizi propri di Porto Ercole; la Parrocchia, che ha garantito l’accensione della stella cometa sul Monte Filippo e l’allestimento del Presepe Vivente, fulcro identitario della comunità e richiamo per visitatori e residenti”.
“Senza di loro, Porto Ercole avrebbe avuto davvero il deserto, nonostante il calendario ufficiale faccia sembrare che l’intero territorio sia animato in modo uniforme – afferma Nieto -. Si, le luminarie abbondanti… ma iniziative del Comune quasi assenti. È infatti innegabile che le nuove luminarie (per quanto affascinanti) occupino gran parte della scena. Imponenti, talvolta perfino ingombranti e fuori scala, rappresentano forse lo sforzo principale messo in campo dal Comune sul versante portercolese. Ma le luci non bastano a costruire una vera identità natalizia, soprattutto se dietro non c’è un progetto di animazione locale coerente e specifico per Porto Ercole. Il programma comunale (ricco e articolato soprattutto a Porto Santo Stefano) lascia infatti a Porto Ercole solo poche date, tutte comunque sorrette da associazioni e volontari. Casa di Babbo Natale, Presepe Vivente: quasi nulla nasce direttamente dal Comune”.
“Lo squilibrio è evidente – dichiara Nieto -. Porto Santo Stefano vive un mese di eventi strutturati: accensione coordinata delle luminarie; “The Gospel Night” già nella prima serata di festa; street band, collettive d’arte, spettacoli teatrali e danzanti; serate cinema, concerti, show; un Capodanno in piazza animato dal gruppo Nostalgia ’90; iniziative sportive e comunitarie. La narrativa istituzionale parla di ‘Monte Argentario che si accende’, ma in pratica si accende soprattutto Porto Santo Stefano. Il paradosso è evidente: a creare davvero il Natale a Porto Ercole sono la dedizione del Girotondo, l’impegno della Parrocchia e la volontà dei tanti volontari che ogni anno mantengono vive tradizioni che rischierebbero altrimenti di scomparire”.
“E la rappresentanza politica portercolese? Un silenzio che pesa – va avanti Nieto -. A questo, infatti, si aggiunge un altro aspetto, spesso taciuto ma impossibile da ignorare: la presenza, all’interno della maggioranza, di una folta rappresentanza portercolese. Una rappresentanza che, pur non mancando mai di contestare e mettere sotto accusa chi solleva criticità, sembra invece accettare senza battere ciglio scelte che penalizzano proprio il paese che dovrebbe tutelare. È legittimo quindi chiedere come mai nessuno tra gli amministratori di Porto Ercole — presenti sia in giunta sia in consiglio — abbia ritenuto necessario spiegare o giustificare lo squilibrio evidente tra i due centri del Promontorio. Chi siede nelle istituzioni con un mandato conferito dai cittadini portercolesi dovrebbe essere il primo a pretendere equilibrio, chiarezza e pari dignità nelle scelte dell’amministrazione, invece di limitarsi a seguire in silenzio decisioni che lasciano Porto Ercole ai margini. E poi, con queste premesse, si parla persino di voler costruire un “super comune della Costa d’Argento”? Difficile immaginare un’unione più ampia quando non si riesce ancora a garantire equità all’interno dello stesso territorio. L’Argentario è un territorio unico, fatto di due realtà distinte ma complementari. Porto Ercole merita un’attenzione pari a quella riservata a Porto Santo Stefano, non solo nel numero delle iniziative, ma soprattutto nel sostegno concreto alle associazioni che rendono viva la tradizione natalizia. Le feste possono illuminare, ma non dovrebbero mettere in risalto le differenze: dovrebbero piuttosto colmarle. Quest’anno, ancora una volta, sono stati i cittadini a farlo. E il Comune dovrebbe prenderne nota”.