
GAVORRANO – Lunedi 1 dicembre nella sala consiliare del Comune di Gavorrano, l’agenzia per la cybersicurezza nazionale ha incontrato i dipendenti del Comune di Gavorrano, per spiegare le buone pratiche di cybersicurezza di base capaci di contrastare i pericoli che si annidano nel web.
«Gli hacker – dice l’assessore alla legalità, Massimo Borghi -, profondi conoscitori del web colpiscono la pubblica amministrazione in maniera costante, nel tentativo di rubare i dati sensibili conservati per poi rivenderli sul dark web ai migliori offerenti, oppure ricattare gli enti a cui vengono sottratti per avere la riconsegna degli stessi, e possono agire in molteplici modi e sistemi, basti pensare a quello che è successo nel mese di marzo scorso quando un attacco hacker ai server usati anche dal Comune di Gavorrano mise in seria difficoltà diverse centinaia di comuni che usavano quel servizio, per noi servì una settimana per ripristinare la funzionalità dei nostri sistemi informatici e poter riaprire ai cittadini con un disagio molto forte, ma fortunatamente i nostri archivi non subirono sottrazioni di dati, molto peggio andò ad altri comuni che dovettero ricostruire gli archivi sottratti».
«Tutti i servizi del Comune sono on-line e quotidianamente il personale lavora e presta la propria opera in questa modalità, quindi è stato molto importante e qualificante il confronto tra il personale ed il dottor Marco Valerio Cervellini, capo divisione per la formazione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e con il dottor Giorgio Marasco, esperto del problema direttore della Fondazione Scintille di Futuro, fondata dall’ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso».
Il corso è nato da una idea dell’assessorato alla legalità del Comune di Gavorrano ed ha visto la partecipazione dell’assessore Massimo Borghi, coordinatore regionale per la Toscana di Avviso Pubblico, associazione che ha dato il proprio supporto all’organizzazione dell’evento. Il Comune di Gavorrano è il primo Comune della Provincia di Grosseto a tenere un corso su questi temi il risultato rilevato dal questionario somministrato ai partecipanti ha dato risultati molto positivi.
«Siamo consapevoli – spiega Borghi – che questo non può da solo bastare per fermare i pirati del web e quindi continueremo su questa strada, ma avere dipendenti preparati su questi temi è una garanzia per il loro lavoro, per l’amministrazione comunale e per una maggiore sicurezza dei dati sensibili dei cittadini che conserviamo».