
GROSSETO – «Ho letto l’articolo uscito su vari giornali con la solita narrazione creativa. Colpisce vedere con quanta foga si tenti di dipingere come una “grande vittoria” un congresso che, a detta di moltissimi militanti storici, pare essere stato più un esercizio di autocelebrazione che un reale momento politico. Ma tant’è: quando si ha paura, si alza la voce».
A dirlo è Andrea Vasellini in seguito al congresso della Lega che si è svolto la scorsa settimana.
«La verità, quella che in città ormai commentano tutti, è un’altra: i vertici locali della Lega sono già stati politicamente “sostituiti”, ma non da me: dai cittadini».
«Chi ha paura del voto popolare»
«Alle regionali – afferma Vasellini – nessuno degli auto-proclamati “leghisti” che oggi posano in foto ha avuto il coraggio di presentarsi davanti agli elettori. Nemmeno l’assessore alla “insicurezza”, come molti grossetani ormai lo definiscono, né il segretario provinciale Maule. Io invece sì. Mi sono candidato. Ho preso il 6,2% a Grosseto. Correndo non solo contro la sinistra, ma anche contro un pezzo di partito (il padre del sedicente leghista Megale chiedeva il voto per forza Italia tanto per dirne una) che da anni si regge su dinamiche che nulla hanno più di politico. E la città ha scelto: 1.800 preferenze non le regala nessuno».
«La “Vannaccizzazione” fa tremare i palazzi»
«È evidente che il fenomeno civico-popolare nato attorno a me e ad Alessandro Bragaglia, e più in generale l’ondata culturale che molti definiscono vannaccizzazione, stia creando un certo nervosismo. E quando una comunità politica cresce dal basso e non ha bisogno di poltrone o stipendi per sopravvivere, chi vive di politica per mestiere si sente minacciato. Lo capisco: un avvocato che vive di lavoro vero, libero da pressioni economiche, dà fastidio. Dà ancora più fastidio quando denuncia, senza filtri, lo stato in cui versa Grosseto in tema di sicurezza, sociale e sanità. Temi che i vertici del partito, quelli veri o presunti, sembrano aver smarrito da tempo».
«Un congresso che non ha convinto nessuno»
«Il congresso di venerdì? Una messa in scena poco riuscita, tanto che a Follonica, come riportano vari commenti degli stessi iscritti, non si è neppure riusciti a farlo per mancanza di adesioni sufficienti. Ma non c’è da stupirsi: quando un partito appare come un’agenzia del lavoro – dove chi ha bisogno di un’occupazione guarda alla politica come salvagente – è inevitabile che la partecipazione reale si svuoti».
«I cittadini hanno già scelto»
«Io e Bragaglia non abbiamo “sostituito” nessuno. È la città che ha voltato pagina. Il resto sono solo dichiarazioni per provare a mascherare un’evidente fine ciclo».
«Per chi vuole la politica vera, l’appuntamento è in piazza»
«Mentre altri convocano conferenze stampa per parlarsi addosso, io continuo a fare ciò che faccio da sempre: stare sul territorio, ascoltare i cittadini, denunciare ciò che non funziona, proporre ciò che serve. Giovedì mattina saremo in Piazza Dante con il gazebo del “Mondo al Contrario”, insieme ai sostenitori del generale Vannacci. Chi vuole parlare di sicurezza, di sanità, di sociale, insomma di ciò che davvero interessa ai grossetani, sa dove trovarci. Gli altri continueranno pure a blaterare nelle sale congressi:
la città ormai ha capito da chi arriva il cambiamento e da chi provengono solo parole».
«Alle amministrative parlerà la città che ha paura e bisogno di risposte, non i palazzi che fanno finta di nulla»
«E una cosa sia chiara, una volta per tutte: i conti veri si faranno alle amministrative, non nelle salette dove ci si autoassolve a vicenda. Perché là fuori, nei quartieri, al centro, nelle frazionii, la gente parla di una sola cosa: insicurezza. Quella che ogni giorno si tenta disperatamente di minimizzare con comunicati e passerelle per salvare la faccia (da tempo tenuta nascosta ) dell’assessore alla “insicurezza”. Quella che l’assessore alla “insicurezza” e il segretario Maule fingono di non vedere, mentre Grosseto è ormai percepita come una città sotto pressione continua (baby gang di nordafricani, furti in casa, cittadini, come a casalecci, esasperati). E allora alle amministrative non ci saranno scuse, né giustificazioni, né foto di gruppo a coprire i problemi: i cittadini giudicheranno chi ha passato anni a negare l’evidenza e chi invece ha avuto il coraggio di raccontarla. Io non ho paura del voto di una città che vuole tornare sicura. Qualcun altro sì. E si vede da lontano. Quando Grosseto entrerà in cabina, non voterà per chi ha parlato: voterà per chi ha fatto, per chi c’è, per chi denuncia, per chi combatte e Vasellini combatte sempre».
