
GROSSETO – Se la firma della Flc Cgil è mancata sul rinnovo del Ccnl, ritenuto insufficiente a coprire i bisogni dell’intero comparto, è anche perché la sigla sindacale non ha mai smesso di battersi per lavoratrici e lavoratori dell’istruzione e ricerca.
A dimostrazione di questo la recente notizia dell’introduzione del ripescaggio nell’assegnazione delle supplenze con l’algoritmo per le Gps 2026. L’algoritmo, un sistema più volte ritenuto penalizzante, potrà essere così superato e i molti insegnanti con contratto a termine della provincia (erano 800 i precari alla partenza di questo anno scolastico), potranno tirare un sospiro di sollievo.
Mancata firma del Ccnl: le ragioni di una scelta consapevole
La Flc Cgil ha scelto di non sottoscrivere l’Ipotesi di Ccnl Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato il 5 novembre 2025 dalle altre organizzazioni sindacali (Cisl, Uil, Snals, Gilda, Anief). Una decisione che riflette l’impegno della federazione nel difendere effettivamente i diritti e il potere d’acquisto dei docenti e del personale Ata in tutta Italia e quindi anche della provincia di Grosseto.
«Questo contratto rappresenta un ulteriore colpo ai nostri lavoratori e alle nostre lavoratrici – dichiara Alessandra Vegni, segretaria della Flc Cgil Grosseto – Gli aumenti medi dichiarati di 144 euro per i docenti e 105 euro per gli Ata si riducono effettivamente a soli 62 euro per i docenti e 45 euro per gli Ata: una miseria che copre appena il 6% dell’inflazione che nel triennio 2022-24 ha raggiunto il 17%. Non è contrattazione, è illusione».
Le criticità non si limitano all’inadeguatezza degli importi. Le dinamiche sottostanti rivelano una gestione delle risorse che penalizza ulteriormente i lavoratori: le risorse originariamente destinate ad incrementare il Fondo di Istituto (Fmof) dello 0,22% sono state dirottate verso retribuzioni professionali docenti (Rpd), riducendo gli incarichi aggiuntivi retribuiti che garantivano reddito complementare a fine anno, incarichi peraltro che il personale si troverà comunque a svolgere. «In sostanza – precisa Vegni – I lavoratori ricevono in tredicesima una novità ma è ciò che era già stato loro tolto: soldi non nuovi, ma già loro spettanti dal precedente contratto, semplicemente rimasti nelle casse dello Stato per mancata erogazione».
«Allo stesso modo – prosegue Vegni – l’una tantum che verrà corrisposta non proviene da risorse “fresche”, ma da economie già stanziate: denaro tolto da una tasca per metterlo nell’altra. Così verrà pagato l’una tantum degli arretrati: con le risorse che erano destinate alle progressioni di carriera del personale Ata. Ci chiedono di festeggiare la restituzione di ciò che ci è stato tolto, o l’arrivo di quello che ci spettava? Ognuno è libero di dirla come preferisce, ma il risultato rimane comunque insufficiente».
La scelta della Flc Cgil riflette la determinazione a non legittimare uno scenario dove il personale scolastico continua a perdere potere d’acquisto, mentre il Governo destina le risorse pubbliche ad altri settori, relegando l’istruzione in coda alle priorità nazionali.
Gps 2026: accolte le rivendicazioni della Flc Cgil sul ripescaggio
Accanto alla ferma opposizione a un contratto iniquo, la Flc Cgil comunica un risultato concreto conquistato sulla questione delle Graduatorie Provinciali di Supplenza (Gps) per il 2026.
La richiesta della Flc Cgil di consentire il ripescaggio e il completamento delle graduatorie è stata accolta. Un successo che supera il sistema algoritmico che la federazione ha denunciato a ripetizione sia a livello locale che nazionale, evidenziando come il meccanismo precedente penalizzasse migliaia di insegnanti rimasti esclusi ingiustamente dalle liste di scorrimento.
«Proprio il 13 novembre siamo scesi in piazza a Roma per far sentire la voce dei precari dell’istruzione, 300 mila in tutta Italia, e questo risultato è la differenza fra una organizzazione che sa cosa fare e per chi battersi una che cede alla prima proposta – sottolinea Vegni – Sulla Gps, abbiamo ottenuto un cambio di rotta: il ripescaggio consente a chi era stato scartato dall’algoritmo (a volte per pure banalità) di tornare in graduatoria, garantendo nuove opportunità di lavoro a un ampio numero di professionisti del settore. È una vittoria che i lavoratori sentiranno concretamente, perché apre prospettive reali di occupazione che prima erano precluse da un sistema opaco e iniquo».
La federazione continua a vigilare sull’implementazione di questa misura, per assicurare che il ripescaggio avvenga con tempestività e trasparenza, portando vanti anche le altre proposte al ministero, come l’efficientamento della procedura di inserimento delle supplenze e la valorizzazione del servizio prestato. E di fronte a un panorama dove il Governo disinveste nella scuola, anche la Flc Cgil invita docenti e personale Ata della provincia di Grosseto a partecipare attivamente allo sciopero generale per il 12 dicembre 2025. «Una diffusa partecipazione allo sciopero dimostrerà la volontà di lavoratrici e lavoratori a cambiare segno alla manovra di bilancio, per far destinare finalmente le risorse necessarie a valorizzare il lavoro di chi educa le nuove generazioni», conclude Vegni.