
ALBINIA – Fango ovunque, abitazioni distrutte, auto trascinate via dalla corrente, 150 persone costrette a lasciare le proprie case e, soprattutto, sei vite spezzate. Molte famiglie sono rimaste segnate per sempre. Sono passati tredici anni da quel tragico 12 novembre 2012, quando Albinia, nel comune di Orbetello, venne travolta da una devastante alluvione.
(Foto di Francesco Toiati)
Il centro abitato e le campagne circostanti subirono danni enormi: l’onda di piena distrusse la scuola di Albinia e sommerse l’intera zona sotto una coltre di fango, paralizzando attività economiche e mettendo in ginocchio intere famiglie.
Per ore, moltissime persone rimasero intrappolate nelle proprie abitazioni o nei luoghi di lavoro, soccorse solo grazie a una straordinaria rete di solidarietà che si attivò tramite ogni mezzo di comunicazione disponibile. I messaggi e le segnalazioni dei cittadini permisero ai soccorritori di localizzare chi era in pericolo, mentre si cercavano ovunque veicoli anfibi, anche privati, per affrontare l’emergenza.

Il ricordo del consigliere regionale, Luca Minucci
“Il 12 novembre 2012 è una data che nessuno di noi potrà mai dimenticare. Quel giorno Albinia e gran parte della Maremma furono travolte da un’alluvione devastante che cambiò per sempre la vita di un’intera comunità. Io stesso vissi in prima persona quelle ore drammatiche, tra paura e solidarietà, tra la perdita e la ricostruzione”.
A ricordarlo è Luca Minucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, nel tredicesimo anniversario dell’alluvione di Albinia.
“Oggi, dopo tredici anni, la ferita è ancora aperta – prosegue Minucci – perché il nostro territorio non è ancora in sicurezza. Le opere di messa in sicurezza idraulica, annunciate e pianificate nel tempo, restano in larga parte incompiute o insufficienti. Come rappresentante in Consiglio Regionale sento il dovere di vigilare e chiedere con forza interventi seri, concreti e definitivi, perché non possiamo permettere che la memoria di quella tragedia resti solo un rituale da anniversario”.
“Lo dobbiamo – conclude Minucci – a chi in quei giorni perse tutto, e a chi oggi continua a vivere con la paura di rivivere quelle ore. La sicurezza del territorio non può essere un tema di polemica politica, ma una priorità assoluta per chi governa la Toscana”.


