
GROSSETO – 93 anni e non li dimostra. È il calendario storico dell’Arma dei Carabinieri che oggi è stato presentato a Grosseto dal comandante provinciale, Sebastiano Arena.
L’edizione 2026, che viene stampato in un milione 200mila copie, ha traduzioni in otto lingue: inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo e persino in sardo e friulano.
«Vi si celebra la quotidianità – ha detto il comandante provinciale dei carabinieri – il lavoro silenzioso che viene fatto ogni giorno. I militari delle stazioni, i forestali che ora sono formati al 100% da noi. Non cerca eroismi particolari ma quella quotidianità che ti porta al fianco dell’anziano rimasto solo in casa, la ragazza che pensa al suicidio, un omicidio che sembra un incidente».
La certezza che, anche nei momenti più difficili, “accanto ad ogni cittadino c’è un Carabiniere”. Proprio per questo il tema scelto per il 2026 è “Eroi quotidiani”. Attraverso un linguaggio che unisce arte e letteratura, il Calendario racconta il volto umano dell’Arma e la sua vicinanza alle comunità.
Le tavole, realizzate dall’artista René (Luigi Valeno), maestro della nuova pop art italiana, rappresentano con uno stile vivace i Carabinieri protagonisti della vita quotidiana del Paese.
I testi che accompagnano le diciannove tavole, affidati ancora una volta alla penna di Maurizio De Giovanni, costituiscono un racconto unitario, sviluppato attraverso la lettera di un giovane Carabiniere, appena arruolato, che racconta ai suoi genitori le ragioni della sua scelta e l’esempio che ne trae. In essa il militare, con voce sincera e partecipe, narra episodi di generosità, slancio e altruismo che riassumono le difficoltà e le soddisfazioni di una scelta di vita fondata sul servizio al prossimo ed alla Nazione e le responsabilità di questa missione.
La prefazione, firmata da Aldo Cazzullo, offre uno sguardo storico sull’Arma, ricordando come i Carabinieri, nati nel 1814, abbiano attraversato la storia d’Italia fino a oggi, protagonisti dei momenti fondativi della Nazione — dal Risorgimento alla Resistenza, fino alla modernità — rappresentando un simbolo di unità e sacrificio. Ed è a quei Carabinieri, che hanno pagato con la propria vita, che rivolge un commosso pensiero e ringraziamento.
La postfazione, affidata allo scrittore e giornalista Massimo Lugli, racconta un episodio vissuto in prima persona che diventa emblema della missione dei Carabinieri: la prontezza, il coraggio e la naturalezza con cui, anche nei gesti più quotidiani, sanno donare sicurezza e conforto ai cittadini.
La tavola del mese di novembre, attraverso la rappresentazione di un militare per ciascuna Forza Armata, è dedicata alla “Difesa” e ai suoi valori. La scelta del mese coincide con la ricorrenza della “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate”, che celebriamo il 4 novembre, quest’anno suggellata dalla cerimonia nella città di Ancona.
«Il calendario dei carabinieri non si compra – ha sottolineato il comandante Arena -. Bon si può comprare, è un blasone di amicizia tra persone per bene».