
GROSSETO – Pubblichiamo la lettera di chiarimenti di Manuel Emilio Comas Vargas, rappresentante legale della 4K snc dopo la chiusura da parte della Questura del locale il Caribe a Grosseto.
Il provvedimento è stato pubblicato dai giornali locali (qui sotto il nostro) in seguito all’invio a tutte le redazioni di una nota stampa ufficiale inviata dal questore.
«In qualità di legale rappresentante della 4K snc di Comas Vargas Manuel Emilio desidero fornire precisazioni e chiarimenti in merito a quanto riportato negli articoli pubblicati sui media relativi al provvedimento di chiusura del 4 novembre 2025 da parte della Questura del locale “Il Caribe” gestito dalla mia società.
Purtroppo, prima della pubblicazione dei vostri articoli non sono stato contattato da nessuno per spiegazioni o commenti su quanto avvenuto e non vi è traccia in essi del fatto che il provvedimento è stato emanato in via precauzionale senza comunicazione dell’avvio del procedimento ed è stato preso senza un preventivo accertamento dei fatti accaduti le cui indagini sono in corso di istruttoria e prima che io o la mia società potessimo fornire indicazioni sugli eventi agli inquirenti.
Noi della 4K snc abbiamo subìto il provvedimento come ulteriori vittime di coloro che hanno aggredito alcune persone dopo la chiusura del locale in luoghi distanti dall’entrata del Caribe anche più di 30 metri.
I fatti, riportati anche su alcune delle vostre testate, avvenuti la sera del 12 ottobre e la notte del 31 ottobre-1° novembre, infatti, hanno riguardato aggressioni a nostri clienti effettuate da soggetti che non frequentano il nostro locale ma che purtroppo spesso si ritrovano nelle parti buie del parcheggio al di fuori dalla portata delle telecamere di sorveglianza.
Questo non vuol dire che il nostro locale sia un ricettacolo di pregiudicati o corresponsabile dei malviventi.
Quando dei malintenzionati provano ad entrare la sicurezza non glielo permette, proprio perché vigiliamo e non vogliamo che ci siano episodi di violenza nel nostro locale né vicino ad esso.
Le vittime di queste aggressioni, quando chiamano aiuto o l’intervento delle forze dell’ordine, indicano il Caribe come punto di riferimento per i soccorritori anche dopo l’orario di chiusura, perché sanno che rimaniamo sempre oltre tale orario a pulire il locale e il piazzale antistante e quindi siamo reperibili in caso di necessità.
Al Caribe vengono decine e decine di persone durante l’anno, si ascolta musica latino-americana e si beve il proprio drink con moderazione, abbiamo addetti alla sicurezza per evitare che soggetti malintenzionati o in chiare condizioni di alterazione possano avvicinarsi o entrare e disturbare i nostri clienti all’interno e all’esterno del locale.
Gli effettivi clienti lo sanno.
La mattina del primo novembre, ad esempio, gli aggressori del ragazzo malmenato nel parcheggio alle ore 5 circa avevano provato ad entrare nel locale verso l’1 di notte ma non era stato loro permesso dalla sicurezza perché già assumevano atteggiamenti potenzialmente molesti ed infatti abbiamo anche chiamato il 113 per segnalare quel gruppo.
A quel punto queste persone sono andate via e sono tornate dopo molto tempo, quando il locale era già chiuso da almeno un’ora (come riportato anche in alcuni dei vostri articoli), assalendo un ragazzo che era ancora nel parcheggio. Il fatto che l’aggredito fosse un nostro cliente è stata solo una casualità perché questi individui avrebbero ben potuto aggredire chiunque. E il tutto è avvenuto dalla parte opposta del parcheggio rispetto a dove è situato il locale.
Si è letto poi che episodi di violenza si sono susseguiti negli ultimi mesi nei pressi del nostro locale. Ebbene, noi siamo stati chiusi da marzo ad agosto, per scelta, perché abbiamo deciso di cambiare compagine sociale per la gestione del locale, abbiamo sistemato gli interni, chiesto le dovute autorizzazioni, anche quelle per istallare le telecamere di sorveglianza interna ed esterna di cui stiamo aspettando il rilascio, aumentato gli addetti alla sicurezza.
Quindi, se vi sono stati episodi di violenza in zona negli ultimi mesi con il nostro locale chiuso, non siamo noi il problema.
Anche perché fatti simili a quelli descritti nei vostri articoli avvengono, purtroppo, anche in molte altre zone della nostra città (basta leggere la cronaca di oggi ad esempio).
Non vogliamo però più subire queste circostanze, ci rivolgeremo ad un legale per tutelare i nostri diritti, parleremo con il Condominio perché vogliamo trovare una soluzione per evitare che, locale chiuso o meno, nella zona adiacente ad esso non avvengano più episodi del tipo di quelli che hanno indotto la Questura a prendere il provvedimento di chiusura temporanea del locale, perché per noi è un danno grave, economico e di immagine, che il nostro locale venga associato, oltretutto senza contraddittorio, a fatti di violenza dai quali siamo completamente estranei».