
GAVORRANO – Il vicesindaco del Comune di Gavorrano Daniele Tonini risponde alla minoranza sul limite 30 in paese.
«La scelta di introdurre il limite dei 30 km/h sulla via principale – spiega – non ha nulla a che vedere con l’idea di “fare cassa”. Non sono previsti autovelox né misure sanzionatorie straordinarie: il nostro obiettivo è uno solo, migliorare la sicurezza e la vivibilità del paese. È una misura di buon senso, già adottata in tante città italiane ed europee, che riduce il rischio di incidenti e rende le strade più sicure per pedoni, ciclisti e automobilisti».
«Questa amministrazione – prosegue Tonini – ha dimostrato più volte, con interventi concreti sulla viabilità, di credere che la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini vengano prima di tutto. Condividiamo pienamente l’idea che la sicurezza stradale si costruisca con pianificazione e programmazione, non con provvedimenti spot. Ed è esattamente ciò che stiamo facendo. Il limite dei 30 km/h non è un divieto fine a sé stesso, ma un tassello di una strategia più ampia di mobilità sostenibile e sicurezza urbana: dalla nuova segnaletica agli attraversamenti pedonali protetti, fino alle campagne di sensibilizzazione nelle scuole e al costante ascolto dei residenti».
«È una misura di prevenzione, non di repressione. La polizia locale fa la sua parte, ma la vera sicurezza nasce dal comportamento consapevole di chi guida e da un contesto urbano che favorisca il rispetto delle regole. L’obiettivo è costruire un paese dove non servano mille controlli per sentirsi sicuri, ma dove il rispetto reciproco sia la regola».
«Vorrei ricordare che la decisione di introdurre il limite dei 30 km/h non nasce da un capriccio dell’amministrazione, ma da un’esigenza concreta emersa dal territorio. Negli ultimi mesi sono arrivate agli uffici comunali numerose segnalazioni e anche raccolte firme da parte di cittadini che chiedevano interventi urgenti contro la velocità eccessiva su alcune strade — in particolare proprio quelle ora interessate dai nuovi limiti. Come amministrazione abbiamo scelto di ascoltare e agire, nel quadro di una programmazione più ampia sulla sicurezza stradale e sulla qualità della vita».
«Parlare di “divieti” o di “fare cassa” significa non cogliere il punto: si tratta di rispondere a una domanda chiara dei cittadini, che vogliono strade più sicure per sé e per i propri figli. Inoltre – conclude il vicesindaco -, è bene ricordare che gli introiti derivanti dal Codice della strada sono, per legge, destinati interamente alla sicurezza stradale. Non si tratta dunque di fare cassa: anche quelle risorse vengono reinvestite per migliorare la viabilità e la sicurezza del paese».
