
GROSSETO – Sapori, racconti, usanze, storia, gusto. C’è un po’ tutto nell’ ampio reportage dedicato alla Maremma firmato dalla giornalista Monika Maier-Albang sulla prestigiosa testata tedesca Süddeutsche Zeitung. L’articolo si aggiunge a una fortunata serie di reportage usciti nella primavera-estate 2025 sulle maggiori testate europee a tema “Maremma”. Lo fa mettendo in luce la ricchezza naturale, culturale e gastronomica delle nostre terre. Un vero e proprio tributo alla Toscana meno conosciuta, difficile da scoprire per il turista distratto o dedicato alle attrazioni “mainstream”, ma ricca di storie e autenticità.
Il viaggio dell’articolo inizia dove spesso l’Italia “finisce” per alcuni turisti: oltre Siena, tra le strade non sempre agevoli che segnano l’ingresso in Maremma, uno spazio sospeso tra Grosseto e il Parco della Maremma. Qui l’autrice incontra personaggi emblematici: Marika Francioli, pastora e produttrice di pecorino a Alberese con la sua “tribù di Maremmani” (cani da guardia e famiglia), invitando a degustare lo yogurt di pecora e consigliando l’ascesa all’eremo di San Rabano.
Tramite le indicazioni della traduttrice e guida Natascha Briese viene raccontata la storia travagliata della Maremma: dalla malaria nei suoi acquitrini, alla povertà, alle lotte contro il potere dei grandi latifondisti. I suoi consigli non sono turistici ma emotivi: visitare Grosseto il giovedì per il mercato, perdersi nei vicoli medievali di Montemassi e ammirare il tramonto sulla costa da Massa Marittima.
Lacquaniti, i Butteri, il tortello maremmano, i vini biodinamici
Il percorso della giornalista tocca anche l’arte contemporanea di Rodolfo Lacquaniti, bioarchitetto e scultore che ha creato il “Giardino dell’Arte Ambientale” a Castiglione della Pescaia, dove si incontrano figure visionarie e installazioni dal profondo legame ecologista.
Non mancano i Butteri, gli ultimi mitici cowboys d’Italia, come Alessandro Zampieri e Luca de Santis, che tramandano la cultura della pastorizia e raccontano la vita dura e autentica della nostra macchia.
In una sosta gastronomica a Roccatederighi, con la proposta di una cucina di territorio: la bruschetta tradizionale, crostini con fegatini, acquacotta e soprattutto i tortelli maremmani, citati dall’autrice tra i piatti cult locali: “Tortelli, ripieni di ricotta e spinaci, conditi con ragù. Li abbiamo gustati anche nella versione salvia e burro, eccellenti e raffinati”. Un altro riconoscimento veramente speciale al tortello maremmano, un po’ come avvenne sul New York Times (T Magazine) nel 2024.
Il viaggio si conclude tra vini biodinamici la natura incontaminata del Parco e le storie di chi si batte per la salvaguardia del mare, come Paolo Fanciulli di Talamone, pescatore e attivista.
La Süddeutsche Zeitung premia la Maremma: con la sua inchiesta, la giornalista narra di luoghi unici e persone tenaci, evidenziando come la nostra terra sia una destinazione di fascino e autenticità. Una Maremma premiata non solo per il paesaggio, ma per il cibo, i personaggi e, assolutamente, il nostro tortello maremmano.