
FOLLONICA – “Durante la commissione dedicata alle modifiche del Regolamento del Consiglio comunale, il presidente Aloisi ha dichiarato che si tratta di ‘modifiche da tempi di guerra’. Parole gravissime e fuori luogo, ancor più perché pronunciate da chi ricopre un ruolo di garanzia e dovrebbe tutelare il corretto funzionamento dell’aula e i diritti di tutti i consiglieri, non alimentare divisioni o contrapposizioni”. A criticare le parole di Aloisi sono i consiglieri e le consigliere di opposizione dei gruppi Partito Democratico, Follonica a Sinistra e Andrea Pecorini Sindaco.
“In un momento storico in cui la guerra è una realtà tragica, che uccide, affama e costringe milioni di persone a fuggire, evocarla con leggerezza nel contesto del dibattito politico locale è un’offesa al senso delle istituzioni e alla sensibilità di chi crede nella democrazia e nel dialogo – proseguono -. Ma le parole di Aloisi, purtroppo, rispecchiano perfettamente il metodo e l’impostazione della destra che governa Follonica: chiusura, arroganza e nessuna disponibilità al confronto. Mentre il sindaco parlava di condivisione e partecipazione, in commissione è arrivato un testo di modifica del Regolamento già definito in ogni dettaglio e corredato di pareri tecnici, un fatto compiuto che svuota di significato il lavoro del Consiglio”.
“Dietro la retorica dell’efficienza e della digitalizzazione si nasconde un chiaro obiettivo: limitare il dibattito e ridurre al minimo la voce dei consiglieri – affermano i gruppi di minoranza -. Ridurre a tre minuti le domande d’attualità e a due minuti le dichiarazioni di voto non è modernizzazione: è censura. Concedere al presidente la possibilità di sospendere le sedute ‘di sua sponte’ non è equilibrio istituzionale: è un accentramento di potere che indebolisce la rappresentanza democratica”.
“Come gruppi di centrosinistra abbiamo chiesto un atto di responsabilità: ritirare la proposta e aprire un confronto vero, trasparente e rispettoso. La maggioranza ha preferito invece il rinvio, una decisione che appare come l’ennesimo tentativo di guadagnare tempo prima di imporre la propria volontà – concludono -. Chi guida le istituzioni dovrebbe costruire ponti, non scavare fossati. Noi continueremo a difendere il valore del confronto, del rispetto e della democrazia, perché il Consiglio comunale non appartiene alla maggioranza: appartiene a tutta la città”.