
GROSSETO – «Se davvero i Centri di Permanenza per i Rimpatri fossero così efficaci come ci vogliono far credere il nostro sindaco, il ministro Donzelli e il Governo Meloni, perché Vivarelli non propone la città di Grosseto? Perché i suoi alleati – Ghinelli e Fabio – non considerano di allestire i Cpr nei territori che amministrano come Arezzo e Siena? È evidente: è facile predicare ordine lontano dalle proprie case».
A dirlo è il candidato capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Giacomelli.
«Fratelli d’Italia non si stanca di inneggiare ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio come se fossero una medicina infallibile per la sicurezza. Ma i toscani non sono d’accordo: un sondaggio Emg Different rivela che il 60 % non vuole un Cpr nel proprio comune. In altre parole: questa “soluzione semplice” piace molto sui social, ma poco nei fatti – continua Giacomelli – nella realtà i Cpr sono costosissimi e umanamente discutibili: se fossero davvero la panacea che sbandiera FdI, non ci sarebbero riserve e omissioni locali. Noi del Movimento 5 Stelle, al contrario, mettiamo in campo soluzioni serie: corridoi umanitari sostenuti dall’Unione Europea e permessi di lavoro regolari per spezzare il modello del caporalato. Un’impostazione che risponde al sentimento del 69 % dei toscani, favorevoli all’accoglienza per i minori vulnerabili».
«E mentre la propaganda securitaria va avanti – conclude – i numeri dei flussi sono impietosi per il Governo e Fratelli d’Italia: nel primo semestre 2025 si registrano oltre 30.000 sbarchi, con un incremento del 15,5% rispetto al 2024. È tempo di uscire dalla retorica: la Toscana merita politiche che combinino sicurezza e solidarietà, con rimpatri volontari assistiti, formazione e lavoro regolare».
