
GROSSETO – Questa mattina a Grosseto, alla presenza delle autorità locali e del comandante della Brigata paracadutisti “Folgore”, generale di Brigata Federico Bernacca, si è svolta la commemorazione dei fatti d’arme della campagna di Russia, 83 anni dopo la vittoriosa “Carica di Isbuschenskij”.
I cavalieri paracadutisti del Reggimento Savoia Cavalleria hanno reso omaggio a chi, prima di loro, ha servito con fedeltà, coraggio e sprezzo del pericolo l’antico stendardo, decorato con la medaglia d’oro al valor militare per quell’epico atto eroico.
Il 107° comandante di “Savoia”, colonnello Giandomenico Di Spirito, rivolgendosi al reggimento schierato ha sottolineato: “È fatto obbligo a tutti noi, a cui il fato ha riservato l’onore di vestire gli stessi colori di quegli eroi, ricordare ogni giorno l’impresa che ha portato a scrivere ulteriori pagine di storia sotto il nome di ‘Savoia Cavalleria’ e, ricordando quei fieri cavalieri che in arcioni o appiedati tra i girasoli di quota 213,5 seppero dominare l’umana paura ed ebbero la meglio sul nemico, sentire sulle nostre spalle il peso del loro sacrificio, la responsabilità che ne deriva e il privilegio di camminare sulle loro orme”.
A testimonianza tangibile della stima e dell’affetto per il reggimento erano presenti le rappresentanze delle associazioni “Paracadutisti d’Italia” e “Arma di Cavalleria”, quest’ultima con il proprio medagliere nazionale. Inoltre, per ricordare i 30 anni dall’arrivo del reparto in Maremma, l’Anac di Grosseto ha organizzato una conferenza presso il Teatro degli Industri. Provenendo dalla sede di Merano (BZ), che occupava dal 1957, infatti, Savoia Cavalleria il 7 ottobre 1995 prese il posto del disciolto reggimento “Lancieri di Firenze” (9°) nella caserma intitolata al generale Beraudo di Pralormo.