
GROSSETO – Nuovo progetto ma stessi obiettivi per la Polisportiva Giovanile Salesiana con “Toscana in Movimento – Lo sport accessibile per tutti”. Un occhio al futuro da parte del comitato regionale Toscana assieme alle Polisportive, col presidente Matteo Di Marzo. L’obiettivo generale è rilanciare lo sport nelle città e nelle frazioni come strumento di inclusione, educazione e crescita per bambini, adolescenti e famiglie, con particolare attenzione alle fasce economicamente fragili.
“La nostra missione come PGS si ispira al carisma di Don Bosco – ha detto Di Marzo – promuovendo un’attività sportiva educativa, accessibile e attenta ai bisogni dei giovani. Questo progetto vuole rafforzare il legame tra sport, comunità e formazione umana. Il Contesto nelle nostre città e frazioni dove purtroppo molte famiglie affrontano difficoltà economiche che limitano l’accesso allo sport organizzato per i figli. Inoltre, molte aree del nostro territorio mostrano segnali di isolamento sociale e carenza di spazi aggregativi sicuri. È urgente intervenire per offrire opportunità sportive gratuite o a basso costo. I nostri obiettivi specifici sono offrire corsi sportivi gratuiti, come già sta avvenendo con il Maremma Social Rugby o agevolati a bambini e adolescenti; riattivare la partecipazione sportiva nei quartieri e frazioni meno serviti; valorizzare strutture sportive esistenti attraverso l’uso condiviso; educare attraverso lo sport, rafforzando valori di rispetto, impegno e comunità; costruire una rete territoriale tra scuole, parrocchie, istituzioni e famiglie”.
Numerose le attività previste attraverso corsi sportivi accessibili come pallavolo, calcio, basket, atletica leggera, danza e arti marziali, organizzati presso impianti scolastici, oratori e palestre convenzionate.
“In campo ci saranno allenatori qualificati – ha continuato Di Marzo – e volontari formati secondo la pedagogia salesiana. Organizzare Settimane dello Sport nelle nostre piazze, parchi con attività itineranti coinvolgendo i nostri centri storici. Mini-tornei, giochi sportivi, animazione e momenti formativi.
Infine sport inclusivo con moduli dedicati a ragazzi con disabilità o bisogni educativi speciali, presenza di tutor sportivi e collaborazioni con associazioni specializzate. Deve essere una festa dello sport salesiano con il coinvolgimento delle famiglie”.