
ALBERESE – “Sul progetto di ampliamento del Parco della Maremma nell’area della golena del fiume Ombrone occorre fare di nuovo precisazioni, a seguito di alcune dichiarazioni riportate a mezzo stampa. Capiamo le regole della competizione elettorale e l’esigenza di esprimere le proprie posizioni su vari temi, ma è importante ribadire quelli che sono fatti e dati, per non creare inutili preoccupazioni nella cittadinanza e nel tessuto produttivo”.
Simone Rusci, presidente del Parco regionale della Maremma torna a illustrare il progetto di ampliamento dell’area tutelata, che prevede un’espansione di circa 1700 ettari, dagli attuali confini del Parco fino al Ponte Tura.
“Non è certo un progetto calato dall’alto ma, al contrario, è una proposta condivisa nel tempo con tanti attori, dalle istituzioni alle associazioni di categoria del mondo agricolo, dalle associazioni venatorie ai cittadini, e che è stata modificata proprio a seguito dei confronti avuti, in più occasioni”.
“Il Parco della Maremma – continua Rusci, ripercorrendo le tappe di questo progetto – ha dato informazione a mezzo stampa, sui propri canali di comunicazione, in occasioni pubbliche e confronti ristretti della volontà di avviare questo iter, circa un anno prima che questo fosse intrapreso e che fosse, come prevede la norma, pubblicizzato, proprio per la volontà di predisporre un progetto condiviso dall’intera comunità. L’ampliamento del Parco è un’operazione in cui tutti vincono e nessuno subisce, perché interessa un’area già tutelata e fortemente vincolata ai sensi del d.lgs. 42/2004 il cosiddetto ‘Codice del paesaggio’ soggetta, inoltre, a pericolosità idraulica, dato che si tratta della golena del fiume. Una zona inedificabile e di difficile gestione, dove si assiste purtroppo, anche a fenomeni di degrado. Se il progetto che abbiamo elaborato, quindi, sarà approvato dalla Regione, la città di Grosseto non potrà che trarne benefici”.
Non ci saranno modifiche particolari per chi, in quei terreni, svolge attività agricola: “Il progetto è stato concertato con le associazioni agricole e le aziende che rappresentano e, proprio grazie alle loro osservazioni, abbiamo deciso di deperimetrare dalla proposta tutti gli edifici e gli immobili e quindi i nuclei aziendali; la normativa agricola che sarà applicata, se quell’area entrerà a far parte del Parco della Maremma, è analoga a quella adesso in vigore”, precisa Rusci.
“Inoltre – continua il presidente – la presenza del Parco non determinerà certo l’aumento del numero dei predatori: i lupi, mi si permetta una battuta, non leggono i cartelli e quindi, presumibilmente, quelli che ci sono oggi saranno presenti anche domani. E per quelli che si suppone siano presenti non si può, pur essendo oggi al di fuori di un’area protetta, procedere con l’abbattimento. quello che sicuramente cambierà sarà il monitoraggio di questa specie, perché con la presenza dell’ente Parco potremmo avere una più ampia conoscenza della reale situazione e, quindi, compiere anche azioni di cattura o contenimento. A questo si aggiunge una maggiore celerità nell’indennizzo di eventuali danni rispetto all’area aperta, perché le procedure attuate dal Parco sono più snelle e veloci”.
Per quanto riguarda la pesca, questa sarà consentita come lo è, se pur regolamentata, all’interno del Parco. Mentre per quanto riguarda la caccia, l’ente ha portato avanti un confronto con alcune associazioni venatorie per fare di quella zona un’area di ripopolamento della starna italica.
“Sulla fruibilità dell’area da parte di persone e animali domestici – continua Rusci – crediamo che il progetto possa solo portare benefici: si potrà continuare ad accedere gratuitamente all’area, in un ambiente che, speriamo, sarà più sicuro e meno degradato. E sarà possibile e valutabile anche l’introduzione di cani. Oltre a questo, avremo la possibilità di legare le aree del Parco alle tante attività di rango urbano, come quelle delle scuole e della cittadinanza in generale, che potrà beneficiare di un parco agricolo e riappropriarsi di una zona che è in stretto collegamento con la città”.
“Le osservazioni fatte, quindi, sono tardive, perché riguardano temi già ampiamente trattati”, conclude Rusci “La proposta che porteremo alla Regione Toscana, quindi, è frutto di un percorso di condivisione e coprogettazione, che, siamo convinti, porterà vantaggi per la comunità e per l’ecosistema”.