
SELVENA – «Vogliamo accendere i riflettori sul grave problema che sta interessando il castello aldobrandesco di Rocca Silvana a circa due chilometri dal centro abitato di Selvena, nel Comune di Castell’Azzara» afferma Emiliano Sargentoni.
«In un momento storico in cui ovunque si cerca di valorizzare e implementare l’offerta turistica, dove si cerca costantemente di creare sistemi integrati tra siti naturalistici, post industriali, ex minerari e archeologici, di instaurare collaborazioni con i vicini musei, uffici turistici locali o associazioni di promozione locale, di uscire da un inutile e dannoso isolazionismo, i nostri amministratori (sia Uso civico di Selvena che Comune di Castell’Azzara) sembrano essere purtroppo spettatori inermi e per nulla intenzionati ad uscire da questo immobilismo.
«Rocca Silvana è il più importante sito archeologico del Comune di Castell’Azzara. Adiacente si trova la Miniera del Morone, importante ex sito di estrazione del cinabro e sul quale il Parco museo delle miniere del Monte Amiata ha previsto importanti interventi nella zona dei forni. Il tutto rappresenta un unicum a livello amiatino se non a livello regionale e nazionale, difficilmente replicabile altrove se a questo si aggiunge la vicinanza dei castagni monumentali» prosegue la nota di Sargentoni.
«Il Comune non può permettersi di perdere occasioni di sviluppo in questa eterna contrapposizione tra il proprietario del terreno su cui sorge il sito, ovvero l’amministrazione separata beni di Uso civico di Selvena e l’Amministrazione comunale. Questa continua mancanza di sinergia fra i due Enti non ha mai permesso un vero sviluppo del Castello e delle sue potenzialità. Dal 2018, anno in cui l’Amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Fortunati inaugurò, dopo decenni di chiusura del castello, un percorso di fruizione interna a Rocca Silvana e finanziò un nuovo round di scavi archeologici ove sorgeva la chiesa esterna, poco e nulla è stato fatto. Da allora le rare occasioni che hanno visto l’apertura del sito sono state quasi sempre queste realizzate attraverso le forme di volontariato presenti nella frazione» prosegue il nostro lettore.
«In sostanza dopo l’avvio del primo step di quello che venne definito “Complesso Archeo Minerario Rocca Silvana – Miniera del Morone” e sostanzialmente dalla fine dell’amministrazione Fortunati, fatto salvo il rinnovo al ribasso degli scavi archeologici già iniziati, nulla è stato fatto o promosso. Dopo due anni dal loro insediamento è evidente il totale disinteresse dell’attuale Amministrazione comunale e dei suoi componenti ma soprattutto fa male constatare il disinteresse dei consiglieri della frazione eletti sia in quota maggioranza che in quota minoranza. Questi tre consiglieri, di cui uno ricopre la carica di vicesindaco hanno ben chiara l’importanza di Rocca Silvana?».
«A questo desolante quadro si aggiunge la totale mancanza di capacità da parte dell’amministrazione di Uso civico – proprietaria del castello – che negli anni ha saputo solo ribadire e/o rivendicare ad ogni assemblea o occasione utile la proprietà del Castello, come se qualcuno potesse portarselo via. Da parte loro e del loro Presidente, che governa questo ente da molti anni in perpetuo, nessuna proposta concreta è stata fatta nelle ultime consiliature, al massimo sono stati cambiati i lucchetti del cancello di ingresso. Anzi, se possibile si cerca ogni modo per aumentare la distanza con l’Amministrazione comunale».
«Abbiamo affrontato il periodo di possibile fruizione turistica con un sito completamente inagibile, con l’ex sito di scavo archeologico abbandonato a se stesso e con l’evidente difficoltà di reperire informazioni su visite guidate, percorsi e quanto di più basilare possa esistere quando si parla di offerta turistica. Da quanti anni queste due Amministrazioni non si riuniscono ed organizzano un incontro con la Soprintendenza di riferimento per cercare di discutere la messa in sicurezza di alcune parti critiche del Castello o di studiare nuovi percorsi interni? Dobbiamo attendere ulteriori crolli come quelli nella zona del Borgo o la caduta delle creste di ingresso o della zona della “Balzoletta” prima di chiedere un incontro?».