
GAVORRANO – Anche quest’anno varie sezioni cittadine dell’Anpi hanno organizzato la tradizionale Pastasciutta antifascista, a memoria di quanto avvenne 82 anni fa, quando, alla caduta del fascismo il 25 luglio 1943, la famiglia Cervi volle festeggiare l’evento offrendo una pastasciutta ai compaesani, nella piazza di Campegine, borgo della campagna di Reggio Emilia.
(Foto d’archivio)
A ricordare questa vicenda, come ormai avviene da più di 20 anni in centinaia di luoghi, l’ultima rievocazione delle sei provinciali è stata quella, realizzata insieme dalle sezioni “Agresti-Campori” di Gavorrano-Scarlino e “Virio Ranieri” di Follonica, che si è svolta il 29 luglio, nella cornice del Parco della Finoria di Gavorrano; 118 persone hanno ricordato il motivo del loro stare insieme accompagnate dalle parole dei rappresentanti delle due sezioni e dell’assessore Massimo Borghi, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale di Gavorrano. Si è sottolineato l’aspetto della memoria del gesto dei Cervi intorno ai valori dell’antifascismo, della pace e della solidarietà, per richiamare alla necessità dell’impegno nell’oggi contro l’indifferenza, anche attraverso gesti concreti.
Ospiti della serata sono stati i rappresentanti della sezione grossetana di Emergency, che attraverso la testimonianza di una volontaria, hanno illustrato la drammatica situazione della popolazione palestinese; all’associazione umanitaria fondata da Gino Strada, che opera da anni in contesti bellici e che sta svolgendo attività sanitarie di grande emergenza anche nella striscia di Gaza, si era deciso di destinare il ricavato della serata, tolte le spese. È stato così consegnato a Emergency un assegno di 1.080 euro, a coronamento di una serata all’insegna della solidarietà.
“Rinnoviamo – dicono dall’Anpi – il ringraziamento a tutti i cittadini che, partecipando alla serata o facendo pervenire donazioni, ci hanno permesso di raggiungere questo risultato, che sottolinea la vicinanza della nostra comunità al popolo palestinese, coinvolto in uno dei drammi più disumani del nostro tempo”.