
GROSSETO – «Chiediamo ai consiglieri eletti nei Consigli comunali di Grosseto e di Castiglione della Pescaia, ai relativi sindaci e all’intera Provincia, in particolare ai funzionari del Settore ambiente, di intervenire sul procedimento autorizzativo che il Comune di Grosseto ha già rilasciato e che la Regione si accinge a rilasciare, per il potenziamento dell’impianto di produzione del biogas di Cernaia» afferma Roberto Barocci del Forum ambientalista.
«Tale nuovo impianto, triplicando le masse in ingresso pari a circa 560 mila tonnellate annue provenienti da allevamenti intensivi, qualora non scarichi a norma le acque meteoriche dilavanti contaminate, scaricherebbe nella Diaccia Botrona alcune migliaia di tonnellate di liquami, che sono anche nutrienti della flora algale. La Diaccia Botrona non è solo un sito naturalistico ritenuto di grande importanza dalla comunità scientifica europea, perché uno dei rari siti di acqua dolce costiera con biocenosi rarissime. Esso è anche l’immagine della storia degli ultimi secoli della Maremma, della sua secolare bonifica, dell’immane lavoro dei badilanti e degli ingegneri idraulici. La visione del canale navigabile che collegava Grosseto al mare ne è la testimonianza. Per tutto questo la Diaccia Botrona è un bene collettivo da tutelare».
«Se nessuno interviene, in pochi anni la crescita algale e la loro successiva putrefazione porterà la Diaccia ad essere una laguna senza ossigeno, come oggi è la laguna di Orbetello. Tale rischio è reale poiché diversi rapporti degli organi di controllo hanno dimostrato negli ultimi anni che gli scarichi dall’impianto di biogas, oggi in esercizio, vengono raccolti dalle pompe di Cernaia e scaricati direttamente nella Diaccia Botrona. La Regione, sollecitata, è intervenuta rammentando al Comune di Grosseto due aspetti importanti: sia che le sue autorizzazioni rilasciate alla modifica degli impianti sono subordinate alle autorizzazioni ambientali, sia che le Osservazioni presentate dal Forum Ambientalista per evitare scarichi inquinanti sono parzialmente accolte» continua Barocci.
«Al momento nessun altro ente locale è intervenuto e data l’importanza del sito in questione sollecitiamo tutte la pubbliche amministrazioni ad intervenire ciascuno con le proprie competenze per prevenire un probabile processo di eutrofizzazione, come quello accertato nella laguna di Orbetello» conclude la nota.