
FOLLONICA – Sostenere processi di riuso sperimentale negli spazi abbandonati dell’area ex Ilva di Follonica. E’ questa la finalità di una delibera approvata dalla giunta su proposta dell’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli.
L’intervento è finanziato dal Fondo sociale europeo, che sostiene azioni mirate all’inclusione sociale della fasce più deboli attraverso azioni di welfare culturale. In questo caso le risorse, 1,4 milioni di euro, saranno destinate a due aree (ex depositi Atl Livorno e ex Ilva Follonica) dove sono già previsti e finanziati progetti di rigenerazione urbana, per sperimentare, già nella fase transitoria nuove funzioni culturali e sociali che possano poi contribuire al volto futuro di quell’area.
Il riuso transitorio consentirà quindi di testare le soluzioni possibili e sperimentare cosa potrà funzionare concretamente contestualmente allo sviluppo del progetto di rigenerazione.
Nell’area ex Ilva di Follonica, finalità sarà quella di di avviare il recupero e la rivitalizzazione di un patrimonio storico di grande valore architettonico e di indiscussa testimonianza storica per un’intera comunità. Complessivamente queste attività sperimentali di tipo transitorio serviranno a ridare valore, contenuti e vita a questi complessi e diventeranno parte del percorso in itinere di rigenerazione urbana.
Giani: «La rigenerazione urbana deve partire dal valorizzare le azioni della comunità»
“Con questo innovativo programma del Fondo Sociale Europeo – commenta il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – vogliamo tenere insieme la sostenibilità ambientale dei processi di rigenerazione urbana con interventi che favoriscano l’inclusione sociale. Le città sono costruzioni sociali e la rigenerazione urbana deve partire proprio dal valorizzare le azioni della comunità”.
“L’idea di fondo alla base di questo intervento – sottolinea Serena Spinelli – è che la rigenerazione urbana possa essere accompagnate, anche nella fase transitoria, dall’attivazione di percorsi che intreccino politiche di welfare e azioni di tipo culturale e sociale, capaci di rendere gli spazi vissuti e utilizzati dalla comunità, favorendo coesione e inclusione socio-lavorativa di persone in situazioni di maggiore fragilità”.
“Questo intervento – sono ancora parole dell’assessora – dovrà aiutare a far emergere e dare nuova forza, valore a quelle realtà culturali e sociali che già esistono nei territori ma che non trovano spazi per esprimersi, e a favorire nuove dinamiche socio-culturali, che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita delle persone”.
Il sindaco Matteo Buoncristiani: «Grazie ai precedenti amministratori comunali e soprattutto agli uffici»
«Oggi possiamo celebrare un altro passo decisivo per il futuro di Follonica: la Regione Toscana ha infatti stanziato un finanziamento di 1,4 milioni di euro, frutto di una delibera approvata per sostenere il riuso culturale e sociale dell’ex Ilva, fondi da condividere con gli spazi abbandonati degli ex depositi Atl di Livorno» è il commento del primo cittadino di Follonica, Matteo Buoncristiani.
«Questo finanziamento – già annunciato in passato e oggi ancora più vicino grazie all’ultima delibera – è un tassello fondamentale che si inserisce nel più ampio progetto di rigenerazione urbana dell’area, progetto che stiamo modificando e aggiornando alla nuova visione di questa amministrazione, già annunciata alla città il 29 maggio scorso, durante la presentazione delle linee guida elaborate dall’Urban Center. Il progetto si inserirà quindi in modo complementare nel ricco ventaglio di interventi che a breve interesseranno l’area, cambiandola definitivamente e restituendola alla città ed ai follonichesi».
«Desidero quindi esprimere un ringraziamento ai precedenti amministratori comunali e soprattutto agli uffici che hanno avviato questo percorso, con la collaborazione della Cooperativa Arcobaleno. L’ex Ilva non sarà più un luogo abbandonato, un po’ sconnesso dal resto della città, ma diventerà un polo di attrazione per attività sociali e culturali. L’obiettivo è quello di dare una nuova vita a un patrimonio storico e architettonico di grande valore, rendendolo un luogo vivo e pienamente fruibile dalla comunità e in grado di promuovere l’inclusione sociale e la rigenerazione secondo le più attente politiche di valorizzazione dello spazio pubblico».
«Sarà un luogo dove le idee, la creatività e la socialità troveranno spazio, offrendo opportunità concrete per tutti, cittadini e turisti, sfruttando al meglio le risorse economiche in arrivo e il lavoro del nostro Urban Center, cabina di regia del Comune fatta di tecnici interni ed esterni all’ente, che nell’ex Ilva trova il suo cavallo di battaglia e più importante banco di prova».
Pd: «Grande soddisfazione che il processo si è ufficializzato»
«Nel febbraio del 2024 la Regione Toscana, con il settore Investimenti per l’inclusione e l’accessibilità, partecipò ad una serie di incontri esplorativi insieme alla direzione Urbanistica e ai referenti di strategie territoriali, al fine di individuare territori idonei per la sperimentazione di azioni innovative sul riuso transitorio degli spazi oggetto di intervento delle strategie medesime – spiega il Partito democratico di Follonica -. Follonica, insieme a Prato e Livorno, venne selezionata proprio per il virtuoso percorso partecipativo avviato per l’area ex Ilva, per l’alta qualità dei progetti presentati e per l’alto valore raggiunto dai precedenti investimenti nella gestione del teatro, del museo e nella visione per la Fonderia 1».
«A seguito di una lunga visita del responsabile del settore l’area venne inserita in questo progetto pilota che vuole coniugare la rigenerazione urbana con quella culturale e sociale promuovendo la creazione di comunità facendo emergere e dando luce a quello che già c’è, favorendo nuove dinamiche socio-culturali, innescando processi di rilancio che contribuiscano al miglioramento della qualità della vita. Apprendiamo con grande soddisfazione che il processo si è ufficializzato e che la Regione ha riconosciuto questa specificità all’area ex Ilva insieme alla città di Livorno».
«Il metodo dell’uso transitorio, tramite l’ideazione e definizione condivisa di un piano di sperimentazione di attività e iniziative si configura come una grande opportunità per verificare il potenziale utilizzo degli spazi in una fase iniziale risetto al completamento della progettazione, delle strategie territoriali e contemporaneamente approfondire alcuni aspetti possibili per i modelli di gestione. Ricordiamo all’amministrazione che in tal senso esiste un completo dossier nato dalla co-progettazione con gli stakeholders locali e che sarà fondamentale la co-progettazione con il terzo settore, seguita da un’adeguata valutazione di impatto sociale. Ci auguriamo che queste importanti risorse siano davvero efficaci per il futuro del funzionamento dell’area».