
SCARLINO – «Siamo venuti a conoscenza attraverso la stampa delle indagini in corso relative a una vicenda risalente a circa un anno fa nella zona industriale di Scarlino». A parlare è la sindaca di Scarlino Francesca Travison.
I fatti e l’inchiesta: acqua acida in mare
Sarebbero oltre trentamila i metri cubi di materiale acido finiti in mare in seguito a un presunto sversamento dalle vasche di raccolta dell’impianto di Scarlino Energia, situato nella zona industriale del Casone. È questa l’ipotesi su cui sta lavorando la Procura di Grosseto, che ha aperto un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, supportata dalle indagini condotte dai carabinieri forestali. Il procedimento ha preso avvio circa un anno fa, in seguito a una denuncia presentata da Arpat. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale, dopo alcuni accertamenti e ispezioni, ha rilevato anomalie nei flussi in entrata e uscita dell’impianto di trattamento. Le verifiche si sono concentrate in particolare sulle vasche di raccolta delle acque meteoriche dilavanti, utilizzate per la depurazione dei reflui industriali provenienti dallo stabilimento ex inceneritore, nonché delle acque di bonifica provenienti dagli ex bacini Syndial e delle acque di miniera di Gavorrano.
Le parole della sindaca: «Fiducia nella magistratura»
«Confidiamo pienamente nell’operato dell’autorità giudiziaria, che siamo certi condurrà il proprio lavoro con rigore e trasparenza. Sull’attività in corso non possiamo né vogliamo esprimere valutazioni, nel pieno rispetto delle competenze e delle procedure previste dalla legge. Quello che intendiamo ribadire con fermezza è che l’attenzione del Comune su questi temi è massima. A seguito degli ultimi sviluppi abbiamo scelto di affidarci al supporto di un esperto in materia ambientale, affinché possa affiancare l’Amministrazione nel monitoraggio della situazione».
«Intendiamo inoltre promuovere l’istituzione di un tavolo permanente con le autorità competenti, per garantire un aggiornamento costante sulla realtà ambientale della piana scarlinese».
«La tutela della salute pubblica resta per noi la priorità assoluta, sulla quale non è possibile abbassare la guardia. Allo stesso tempo, siamo consapevoli delle difficoltà che ricadono sugli operatori turistici, spesso colpiti dagli effetti indiretti di vicende che riguardano il settore industriale».
«Scarlino è un territorio che ha nella sua storia un’anima industriale: l’industria fa parte del nostro tessuto sociale ed economico. Lo abbiamo dimostrato anche negli ultimi mesi, ponendo grande attenzione alla tutela dei posti di lavoro. Ma questo non può e non deve mai prescindere dal rispetto delle normative vigenti, in particolare quelle che tutelano l’ambiente e la salute dei cittadini».
Sulla vicenda è intervenuta anche Scarlino Futura
«Siamo venuti a conoscenza attraverso la stampa delle indagini in corso relative a una vicenda risalente a circa un anno fa nella zona industriale di Scarlino». Così si egge nella nota di Scarlino Futura.
«Confidiamo pienamente nell’operato dell’autorità giudiziaria, che siamo certi condurrà il proprio lavoro con rigore e trasparenza. Sull’attività in corso non possiamo né vogliamo esprimere valutazioni, nel pieno rispetto delle competenze e delle procedure previste dalla legge. Quello che intendiamo ribadire con fermezza è che l’attenzione del Comune su questi temi è massima. A seguito degli ultimi sviluppi abbiamo scelto di affidarci al supporto di un esperto in materia ambientale, affinché possa affiancare l’Amministrazione nel monitoraggio della situazione».
«Intendiamo inoltre promuovere l’istituzione di un tavolo permanente con le autorità competenti, per garantire un aggiornamento costante sulla realtà ambientale della piana scarlinese. La tutela della salute pubblica resta per noi la priorità assoluta, sulla quale non è possibile abbassare la guardia. Allo stesso tempo, siamo consapevoli delle difficoltà che ricadono sugli operatori turistici, spesso colpiti dagli effetti indiretti di vicende che riguardano il settore industriale».
«Scarlino è un territorio che ha nella sua storia un’anima industriale: l’industria fa parte del nostro tessuto sociale ed economico. Lo abbiamo dimostrato anche negli ultimi mesi, ponendo grande attenzione alla tutela dei posti di lavoro. Ma questo non può e non deve mai prescindere dal rispetto delle normative vigenti, in particolare quelle che tutelano l’ambiente e la salute dei cittadini».