
GROSSETO – Ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione Alessandro Saitta, l’uomo di Follonica che per anni, sui social, ha perseguitato con profili, vignette e post pornografici e offensivi cittadini comuni, mamme, rappresentanti di associazioni e amministratori pubblici follonichesi e non solo.
In aula stamani, davanti al giudice Marco Mezzaluna e alla Pm Valeria Lazzerini, alcune vittime, assistite dagli avvocati Mimmo Fiorani, Francesca Mondei e Cristina Solignani, e l’avvocato dell’imputato, Davide Lera. Non era invece presente Saitta, che dopo qualche giorno di carcere disposto dal giudice nei giorni scorsi, e dopo aver ammesso le proprie responsabilità, è tornato in libertà.
Il carcere era stato reso necessario dalla “reiterazione delle condotte persecutorie” commesse nonostante ci fosse il procedimento. Insomma, nonostante il processo in corso Saitta continuava a insultare con post e profili fake, le sue vittime, tanto che il giudice aveva visto nel carcere l’unico modo per farlo smettere. nel momento in cui l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità e il fatto che la cosa gli fosse sfuggita di mano è stato scarcerato.
Oggi il giudice, Marco Mezzaluna ha disposto, come richiesto dall’avvocato di Saitta, il patteggiamento con lo sconto di pena da oltre due anni ad un anno e mezzo con la sospensione condizionale.
Lo sconto di pena è stato subordinato all’eliminazione “delle conseguenze negative prodotte dall’azione dell’uomo” ossia Saitta avrà tre mesi di tempo per rimuovere dal web i contenuti, i post, i profili falsi, i fotomontaggi pornografici da lui creati e diffusi che hanno ad oggetto le parti offese.