
PUNTONE – Una ferita che sanguinerà ancora a lungo. La devastazione provocata dall’incendio di domenica scorsa nella pineta tra Follonica a Puntone di Scarlino ci deve indignare perché quel patrimonio di natura e di bellezza che contribuisce anche in termini economici ad arricchire il nostro territorio è profondamente compromesso. Per generazioni quella pineta è stata la pineta delle vacanze e oggi una parte consistente è stata colpita e distrutta dalle fiamme. Ci vorranno decenni per rivedere i pini così come erano e tra alberi anneriti e cenere quella che era una delle “cartoline” più belle della Maremma da oggi sarà invece il biglietto di presentazione della ignoranza umana. Resta da chiarire cosa sia successo e quali siano state le cause scatenanti ma il fatto è che l’uomo, noi tutti, non siamo riusciti a proteggere uno dei gioielli più preziosi che ci sono stati lasciati in eredità.
Per questo la pineta bruciata e distrutta dalle fiamme, così come lo era stato per Marina di Grosseto anni fa, resterà lì per farci capire quanto sia importante proteggere quella parte di territorio e per farci capire che non è più il momento di sottovalutare la fragilità della natura.
I ringraziamenti a chi ha operato per cercare di limitare i danni sono qui a dimostrarci quanto sia veramente difficile intervenire quando ormai l’incendio è scoppiato; sarebbe utile e necessario capire cosa si possa fare di più per la prevenzione perché siamo solo all’inizio di questa nuova stagione estiva e non vorremmo essere qui tra qualche giorno o qualche settimana a descrivere un’altra scena da disaster movie con le nostre spiagge trasformate in set cinematografici con effetti speciali così veri da mettere in fuga i bagnanti.




