
ALBINIA – «In pieno giorno con cani da guardiania e l’allevatore presente, presso l’azienda di Luigi Farina, situata all’interno della Selva Albinia è tornato a far visita il lupo, nonostante sia stato spaventato è riuscito ugualmente a lacerare due pecore e a far fuggire tre agnelli per lo spavento» afferma Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia.
«Ormai la situazione è sfuggita di mano i lupi girano per le campagna tranquilli perché sempre più confidenti verso chi hanno considerato da sempre un loro nemico: l’uomo».
«Una situazione vergognosa che sta mettendo a rischio la tenuta delle poche aziende ormai rimaste aperte, perché il lupo non trovando più le prede, essendo ormai la pastorizia cessata da molti allevatori, torna sempre nelle stesse aziende, mettendo a rischio la tenuta delle poche ancora in auge. La comunità europea ha declassato il lupo, pertanto se lo Stato Italiano non recepisce tale modifica e fa si che le regioni possano, attraverso i piani nazionali di contenimento. attuare gli abbattimenti, come succede ormai da anni in Spagna e in Francia, la zootecnia avrà vita breve» prosegue Pastorelli.
La presidente fa un appello al ministro del Mase Gilberto Picchetto Fratin: «È finito il tempo di palleggiarsi le responsabilità tra Italia e Comunità Europea, il lupo è stato declassato adesso è un animale protetto come tutte le altre specie, pertanto sia modificata la legge e siano attuati immediatamente i piani di contenimento con un particolare riguardo verso le zone vocate alla pastorizia, in modo da attuare gli abbattimenti a parte delle regioni».
Pastorelli chiede al ministro che «non sia approvato quel piano lupo steso dal suo ministero, perché è un piano pro lupo che con la sua approvazione in conferenza Stato/regioni andrebbe a decretare la fine della pastorizia».
«Altro problema da non sottovalutare per le nostre aziende agricole e zootecniche è il progetto della Regione Toscana che riguarda l’ampliamento del Parco della Maremma. Dinanzi a questa proposta il comitato Pastori d’Italia e le associazioni venatorie della provincia di Grosseto, essendo contrari perché consapevoli dei danni che saranno arrecati ai cittadini, desiderano informarli dell’esistenza di tale progetto, fino adesso tenuto nascosto. Un allargamento del Parco regionale della Maremma dai confini attuali a tutte le golene dell’Ombrone. L’ampliamento, se così si può chiamare visto che si parla di oltre 1500 ettari di terreno, prevede che, a partire dalla Steccaia fino alle abitazioni di Rispescia, tutte le zone di golena diventeranno parco» continua la nota.
«Un problema non indifferente per le attività agricole e zootecniche, ma anche per l’intera collettività perché gli animali selvatici: cinghiali e lupi, senza una fascia di contenimento tra parco e centri urbani arriveranno, come è successo a Roma, sotto casa. Alla luce delle problematiche esposte la regione Toscana e il Parco organizzino un incontro pubblico in modo da informare la collettività della proposta regionale e ascoltino la voce dei cittadini senza farli trovare ancora una volta dinanzi al fatto compiuto».