
GROSSETO – “La maggioranza di Grosseto fa opposizione alla sua stessa amministrazione”. A dirlo è il consigliere comunale di minoranza (Pd) Ciro Cirillo, dopo la preoccupazione di Amedeo Gabbrielli, insieme a Valerio Pizzuti, per l’installazione dell’antenna 5g a Rispescia.
“Premetto, lo ritengo doveroso, di essere pienamente consapevole dell’evoluzione tecnologica in atto e del ruolo strategico che le infrastrutture digitali rivestono nel garantire servizi sempre più avanzati, inclusivi e interconnessi – afferma Cirillo -. In un contesto in cui cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni sono chiamati ad affrontare sfide sempre più complesse, risulta essenziale disporre di sistemi affidabili, efficienti e in grado di accompagnare con equilibrio l’innovazione e la qualità della vita quotidiana. Proprio per questo motivo, ogni decisione relativa all’installazione di impianti e reti di nuova generazione dovrebbe essere assunta con piena trasparenza, partecipazione e responsabilità istituzionale”.
“Eppure, la realtà che emerge a Grosseto nelle ultime settimane sembra andare in direzione opposta – prosegue il consigliere -. Dopo la polemica esplosa intorno alla rassegna ‘La Grande Estate’, con consiglieri comunali di maggioranza apertamente schierati contro l’operato dell’Assessore Megale, accusato di improvvisazione e pressapochismo, ora si apre un nuovo fronte interno, altrettanto clamoroso, sulla questione dell’antenna 5G a Rispescia. Su questo tema ho presentato un’interrogazione per chiarire l’iter autorizzativo, le valutazioni ambientali e le scelte localizzative. E proprio qui si inserisce un nuovo caso: un consigliere della stessa maggioranza, quella che governa e approva gli atti, ha espresso pubblicamente preoccupazione e contrarietà per l’impianto, definendolo ‘troppo vicino alle abitazioni’ e denunciando la totale assenza di condivisione, sia con i cittadini sia con i consiglieri, inclusi gli stessi rappresentanti della coalizione di governo”.
“Siamo di fronte non più a un episodio isolato, ma a un vero e proprio schema ricorrente – afferma Cirillo -: consiglieri di maggioranza che attaccano pubblicamente la Giunta, la stessa di cui fanno parte, e che prendono le distanze da scelte che avrebbero dovuto conoscere, discutere e condividere. Siamo al cortocircuito istituzionale: la giunta approva, ma i suoi stessi consiglieri poi si dichiarano contrari, sorpresi, e persino disinformati. È una maggioranza che sembra non parlarsi, o peggio, che si parla solo per smentirsi”.
“A questo punto – prosegue – l’opposizione può anche prendersi una pausa: la maggioranza ha imparato a fare opposizione a sé stessa. Il tutto mentre i cittadini assistono a un teatrino politico dove nessuno sa, nessuno c’era, nessuno è stato coinvolto.
Il caso Rispescia è solo l’ultima conferma di una spaccatura politica ormai evidente, in cui il principio di collegialità amministrativa è stato sostituito da un pericoloso ‘ognuno per sé’, dove ogni consigliere si affretta a prendere le distanze da ciò che la propria amministrazione ha appena deliberato – conclude Cirillo -. Quando chi governa si divide pubblicamente e chi dovrebbe sostenere e spiegare le scelte si dissocia da esse, non siamo più di fronte a legittime divergenze interne, ma a una perdita di coerenza, metodo e credibilità. Nel frattempo, non possiamo che prepararci serenamente a quello che, in tutti i sensi, si preannuncia come una lunga Grande Estate”.
