
GROSSETO – Era il 2 giugno 2024 quando Leonardo Di Marte, padre 38enne, perse la vita in un incidente di moto vicino alla sua casa di Preselle. Lo scontro vide la morte anche dello studente Mattia Cappellani che sopraggiungeva in direzione Grosseto.
Oggi l’ultimo saluto a Leonardo Di Marte «Non era mai triste». I genitori hanno sporto denuncia
Due giorni dopo, i genitori di Leonardo (Enza e Massimiliano), dopo la notizia che loro figlio dovesse essere chiuso nella bara senza la possibilità di dargli un ultimo saluto, sporsero denuncia contro ignoti, per cercare la verità di cosa potesse essere successo all’obitorio dell’ospedale Misericordia. A oggi, un anno dopo, stanno ancora aspettando una risposta tramite il loro legale.
Quei due i giorni di attesa sofferti da genitori e da una coda infinita di parenti e amici che fecero la spola davanti all’obitorio di Grosseto, finirono per procurare alla famiglia di Leonardo un’altra ferita insopportabile dopo quella dell’incidente. «Dopo il riconoscimento avvenuto in seguito allo scontro, aspettavamo di vederlo di nuovo, di poterlo salutare un’ultima volta – ricordano i genitori – Così si aspettavano le tante persone che sono venute a trovarci. Invece no, abbiamo saputo che il nostro Leonardo non era stato messo all’interno della cella frigorifera, per mancanza di posti».
Per la salma quindi, oramai in evidente stato di decomposizione, le onoranze funebri Rocchi si sono trovare obbligate ad adoperare, all’ultimo minuto, anche una bara differente. Alla casa funeraria, la salma di Leonardo arrivò inevitabilmente chiusa nel suo feretro. «Non ci potevamo aspettare anche questo – dice Enza – Non pensavamo fosse possibile assistere a tutto quello che è successo. Credo che neanche agli animali sia riservato un trattamento simile. Se all’ospedale ci avessero detto che le celle frigorifere erano tute occupate, ne avremmo cercate anche noi in altre sedi. Perché non ci hanno detto niente? Perché nessuno all’obitorio si è affacciato, anche se fosse stato già troppo tardi, per dirci qualcosa? Anche giorni dopo, solo per chiederci scusa, per dare una qualche spiegazione a noi e a tutte quelle persone che stavano aspettando soltanto Leonardo. Eravamo fiduciosi di poterlo vedere un’ultima volta come succede in questi casi. Non chiedevamo tanto».
Leonaro di Marte: un anno dopo l’incidente
Un anno dopo quel tragico evento le notti di Enza sono popolate da incubi stranianti e da giornate di ricordi. Il silenzio di casa non è più un momento di relax ma può trasformarsi in una trappola d’angoscia. La fortuna sua e di Massimiliano, spesso, è quella di trovarsi occupati tra i sorrisi delle nipoti o con le faccende di casa per sfuggire dal dolore. Ma anche quella di essere costantemente accarezzati dall’affetto di amici e parenti, nonostante la ferita sia ancora aperta. «Dopo un anno non è passato niente – dicono Enza e Massimiliano – Leonardo non c’è più e quella felicità alla quale anche lui contribuiva tutti i giorni, è dura da rivedere. C’è molta rabbia e dopo un anno non capiamo come mai ancora nessuno ci abbia dato mezza risposta. Ci auguriamo che, ricordando quello che è successo, qualcosa si smuova anche nelle coscienze. Quello che è accaduto in obitorio dopo la morte di Leonardo deve avere una risposta, crediamo sia una questione anche semplicemente di umanità, di civiltà».
L’augurio di Enza e Massimiliano è quello che lo stesso di parenti e amici che, in questi mesi, hanno sempre tenuto vivo il ricordo di Leonardo, anche al centro di una partita benefica con i Vip allo stadio Zecchini di Grosseto il 22 dicembre del 2024. A dimostrazione che il sorriso e lo spirito di Leonardo di Marte, hanno contagiato un po’ tutti e che in quei 38anni si era sicuramente contraddistinto anche per l’aiuto che ha saputo dare agli amici e familiari che avevano più bisogno di lui. Tra i tratti più indimenticabili rimarranno sicuramente la sua ironia e il disgusto verso le ingiustizie.
Leonardo è stato un uomo che ha amato profondamente moglie, figlio, familiari, parenti e amici. Allo stesso tempo ha amato anche la sua terra. E in questo 2 giugno, Festa della Repubblica, che per questa famiglia non avrà mai più il solito senso, l’appello è che il silenzio si rompa e canti la verità. Leonardo, e tutti i familiari, se lo meriterebbero.